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Attualità 3 min di lettura50 min fa

Infrastrutture, lunedì il decreto: più liquidità alle imprese

Il provvedimento può estendere ai cantieri Pnrr la sospensione del recupero degli anticipi già versati

Il decreto Infrastrutture è atteso lunedì 9 novembre sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il provvedimento dovrebbe intervenire sui rincari dei materiali, sulla programmazione delle opere e sulle regole del partenariato pubblico-privato.

Matteo Salvini ha confermato l’appuntamento durante un punto stampa al termine del Consiglio federale della Lega. Il vicepremier ha definito impegnativo il lavoro che attende il governo, anche per la sovrapposizione con l’esame della manovra.

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Le misure per i cantieri

Tra le ipotesi c’è l’estensione ai cantieri finanziati dal Pnrr della sospensione del recupero degli anticipi già riconosciuti alle imprese. La possibilità, introdotta a luglio, consente all’appaltatore di mantenere temporaneamente la liquidità ricevuta, invece di restituirla progressivamente attraverso i pagamenti legati all’avanzamento dei lavori.

La norma attuale riguarda tutti gli interventi, esclusi quelli sostenuti interamente o in parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sospensione può essere applicata fino al 31 dicembre 2026 e comunque soltanto per il periodo necessario, nei limiti delle risorse disponibili. Il nuovo testo potrebbe quindi ampliare la platea dei beneficiari e spostare la scadenza oltre la fine dell’anno.

Il ministero sta inoltre valutando una revisione del calendario di alcuni interventi pubblici, con l’obiettivo di recuperare margini finanziari. Non sono ancora definiti né l’elenco delle opere coinvolte né l’ammontare delle risorse che potrebbero essere rese disponibili.


Nuove regole per la finanza di progetto

Un altro capitolo riguarda la finanza di progetto, da riscrivere dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea dello scorso febbraio. Il testo dovrebbe escludere il diritto di prelazione del promotore, così come eventuali strumenti che producano un risultato equivalente.

Tra le soluzioni allo studio figurano procedure più snelle, indicazioni operative per le stazioni appaltanti e regole più flessibili in base al valore e alla complessità degli interventi. Il promotore potrebbe inoltre ottenere il rimborso delle spese sostenute, ma senza un riconoscimento automatico.

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Il nodo del caro materiali

Il ministero dei Trasporti sta preparando misure anche per compensare l’aumento dei prezzi di bitume e acciaio. Per la copertura relativa al 2025 servono 1,4 miliardi di euro, una cifra che pesa sui conti pubblici e sulle imprese impegnate nei lavori.

Antonio Ciucci, presidente dell’Ance, ha detto al Sole 24 Ore: «Ci siamo dimenticati completamente il caro materiali». Secondo Ciucci, le somme non rappresentano un aiuto aggiuntivo, ma un debito già maturato dallo Stato verso le aziende.

Salvini ha assicurato che il governo cercherà una soluzione in tempi rapidi, anche durante l’esame parlamentare del disegno di legge di bilancio. Nel punto stampa ha riferito che il dossier è tra le priorità discusse dalla Lega e che il partito ha approvato all’unanimità la linea indicata.


Le richieste della Lega sulla manovra

Durante il Consiglio federale il partito ha affrontato anche pensioni, fisco e sicurezza. Salvini ha ribadito la richiesta di una maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro, con la possibilità di pensionamento a 64 anni invece dei 67 previsti, su base volontaria e non obbligatoria.

Il vicepremier ha riferito di aver discusso la proposta con Claudio Durigon, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non era presente per motivi di salute. Tra gli altri punti indicati dalla Lega ci sono la flat tax e gli emendamenti sulla sicurezza, compreso l’obiettivo di portare a 10mila i militari impiegati nell’operazione Strade sicure nel 2027.

A Salvini è stato chiesto anche della posizione di Trifone Altieri all’Anac, dopo le contestazioni sulla possibile incompatibilità tra l’incarico politico nella Lega e il ruolo ai vertici dell’Autorità nazionale anticorruzione. «Conto che tutto sia assolutamente regolare», ha risposto il ministro.

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