Lavoro, il record scricchiola: più stabili ma agosto perde slancio
Gli occupati rimangono oltre quota 24,3 milioni, ma il mercato rallenta ancora mentre aumentano i disoccupati e diminuiscono gli inattivi.
Per Confcom, la componente più solida dell’occupazione continua a rafforzarsi. «I dipendenti a tempo indeterminato, che ormai rappresentano il 68,5% dell’occupazione totale, siano un segmento ancora in crescita», rileva l’ufficio studi, interpretando il dato come un segnale del fatto che le imprese non prevedono nell’immediato una frenata marcata dell’attività economica.
Giovani, segnali ancora deboli
La situazione resta più delicata per le fasce giovani. Ad agosto il tasso di disoccupazione è aumentato tra i 15-24enni e tra i 25-34enni, mentre non ha registrato variazioni tra le persone con almeno 35 anni.
Anche il tasso di occupazione, fermo al 63% nel complesso, ha mostrato andamenti differenti in base all’età: è sceso tra i 25-34enni e nella fascia 35-49 anni, è salito tra gli over 50 ed è rimasto invariato tra i 15-24enni. Il quadro conferma le difficoltà che continuano a caratterizzare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro italiano.
La componente stabile resta in aumento
Nel confronto con agosto 2025, il numero degli occupati è cresciuto di 291mila unità. Nello stesso periodo, però, i disoccupati sono aumentati di 129mila persone, mentre gli inattivi si sono ridotti di 381mila unità.
La trasformazione più evidente riguarda la composizione dell’occupazione. I lavoratori permanenti sono aumentati di 370mila unità su base annua, gli autonomi di 78mila, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 157mila. Il fenomeno può essere collegato alla difficoltà delle aziende nel trovare i profili richiesti: il disallineamento tra domanda e offerta interessa quasi una posizione programmata su due e può spingere le imprese a trattenere più a lungo il personale.
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Agosto chiude con un nuovo rallentamento
Ad agosto gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 352mila, ma il dato mensile è sceso di 5mila unità. Si tratta del quarto arretramento consecutivo rilevato dall’Istat, nonostante il livello complessivo resti vicino ai massimi storici.
Rispetto a luglio, i dipendenti permanenti sono aumentati di 48mila unità. Nello stesso intervallo sono calati di 48mila i lavoratori a termine e di 5mila gli indipendenti. I disoccupati sono invece saliti di 48mila persone, mentre gli inattivi sono diminuiti di 21mila.
Il tasso di inattività si è attestato al 32,7% e ha segnato una riduzione in tutte le classi d’età, fatta eccezione per quella tra 35 e 49 anni, dove è aumentato. Il tasso di disoccupazione complessivo è arrivato al 6,2%.
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