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Attualità 3 min di lettura54 min fa

Landini alza il livello: il 20 novembre scatta lo sciopero generale

Oltre 100mila persone hanno partecipato alla manifestazione romana della Cgil, trasformata dai leader progressisti in un appello all’unità contro le scelte del governo Meloni.

Il prossimo passaggio della mobilitazione della Cgil ha già una data: il 20 novembre il sindacato proclamerà uno sciopero generale, in concomitanza con la protesta europea degli studenti. L’annuncio è arrivato da Maurizio Landini al termine della manifestazione romana della Via maestra, alla quale, secondo gli organizzatori, hanno partecipato più di 100mila persone.

Il corteo ha attraversato la capitale da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. Lavoro, costo della vita, sanità, casa e pace sono stati i temi principali di una giornata che ha riunito anche i vertici delle opposizioni: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno condiviso la piazza e rilanciato l’obiettivo di costruire un’alternativa a Giorgia Meloni.

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Landini indica la prossima mobilitazione

Dal palco, il segretario generale della Cgil ha collegato lo sciopero alla difesa dei diritti sociali e del lavoro. «Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo paese», ha detto Landini, assicurando che il sindacato continuerà il percorso di mobilitazione senza arretrare.

Nel suo intervento, Landini ha accusato l’esecutivo di voler modificare l’impianto democratico della Repubblica e ha contrapposto a questa prospettiva una Costituzione fondata sul lavoro e sulla giustizia sociale. Ha inoltre contestato l’aumento delle risorse destinate alla difesa, sostenendo che le priorità dovrebbero essere il sostegno alle famiglie e il rafforzamento dei servizi pubblici.

Tra le proposte rilanciate dal leader sindacale c’è anche un contributo patrimoniale: secondo i suoi calcoli, chiedere l’1% a chi possiede un patrimonio netto superiore a 2 milioni di euro permetterebbe di recuperare 25 miliardi da destinare a sanità, scuola e affitti.


Conte e Schlein cercano un fronte comune

Alla manifestazione erano presenti i principali esponenti del centrosinistra, anche se con modalità diverse. Schlein ha seguito il discorso di Landini insieme a Fratoianni e Bonelli sotto il palco, mentre Conte ha raggiunto la piazza da un altro ingresso. Dopo l’intervento del segretario della Cgil, i quattro leader si sono incontrati, salutandosi e abbracciandosi.

Conte ha sostenuto che l’opposizione debba avviare un confronto per superare divisioni e isolamenti. «Non si può sicuramente costruire l’alternativa da soli», ha dichiarato a margine dell’iniziativa, indicando nel caro vita, nei costi dei carburanti e nell’impoverimento del Paese le emergenze più immediate.

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Il presidente del Movimento 5 Stelle ha chiesto di utilizzare gli extra-profitti e le risorse previste per il riarmo a favore di famiglie e imprese. Sulla politica estera e sull’Ucraina, ha riconosciuto l’esistenza di posizioni differenti, ma ha invitato le forze progressiste a cercare una sintesi senza riproporre, a suo giudizio, le scelte fallimentari dell’attuale governo.

Schlein ha richiamato invece la mobilitazione che portò alla vittoria nel referendum costituzionale, indicandola come esempio per ricostruire un rapporto con cittadini spesso lontani dai partiti. «Vogliamo costruire l’alternativa non da soli ma con tutti quelli che vogliono contribuire», ha affermato la segretaria del Partito democratico.


Spesa militare e disagio sociale

La leader dem ha criticato le priorità della manovra, citando studenti in difficoltà con gli affitti, agricoltori e autotrasportatori alle prese con costi crescenti. Ha contestato in particolare l’ipotesi di destinare 14 miliardi in più alla spesa militare: secondo il confronto da lei proposto, un eventuale governo progressista punterebbe invece a portare la spesa sanitaria al 7%.

Fratoianni ha definito la manifestazione il luogo in cui stare accanto a lavoratori, lavoratrici e associazioni impegnate nella protesta. Bonelli ha chiesto al cosiddetto campo largo di abbandonare i tatticismi e di presentarsi unito davanti a un Paese segnato dall’inflazione e dagli stipendi fermi.

Il calendario della Cgil prevede ora l’appuntamento del 20 novembre. Lo sciopero generale si svolgerà nello stesso giorno della mobilitazione europea degli studenti, dando continuità alla protesta aperta con il corteo di Roma.

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