Lancette indietro il 25 ottobre: l’ora solare è davvero al tramonto
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare, ma il modello del doppio cambio annuale è sempre più contestato per ragioni economiche e di salute.
Il prossimo passaggio all’ora solare scatterà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle 3 le lancette dovranno essere riportate alle 2: si dormirà quindi un’ora in più, secondo il rituale che ogni autunno coinvolge milioni di persone.
Quello che sembra un appuntamento immutabile, tuttavia, è al centro di una discussione politica sempre più ampia. Un’indagine parlamentare ha infatti messo in dubbio l’attualità del sistema basato su due cambi di orario ogni anno, mentre restano aperte anche le valutazioni sulle conseguenze per la salute.
Il prossimo cambio resta confermato
Per il 2026 il calendario non cambia: l’ora legale terminerà con il ritorno all’orario solare nella notte di fine ottobre. Il passaggio avverrà spostando indietro di sessanta minuti le lancette degli orologi, con il recupero di un’ora di riposo.
La modifica interessa il rapporto tra luce naturale e attività quotidiane, ma non cancella il dibattito sulla sua utilità. Il punto controverso è proprio la necessità di continuare a ripetere questa operazione due volte l’anno, in un contesto molto diverso da quello in cui venne introdotta.
Perché il modello è contestato
In Italia l’ora legale fu adottata in via definitiva nel 1966. Prima di allora era comparsa durante la Prima guerra mondiale, nel 1916, e poi nel periodo compreso tra il 1940 e il 1942. L’obiettivo originario era ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale e contenere i consumi elettrici.
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Secondo quanto emerso dall’indagine parlamentare, però, quella convenienza economica sarebbe oggi molto meno evidente. La diffusione dei climatizzatori avrebbe infatti assorbito i risparmi ottenuti grazie a una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali, indebolendo la principale motivazione alla base della misura.
Risparmi e salute nel confronto
Il cambiamento delle abitudini e dei consumi ha quindi riaperto la discussione sull’opportunità di mantenere l’alternanza tra ora legale e ora solare. La questione non riguarda soltanto i costi dell’energia, ma anche gli effetti che il passaggio può avere sull’organismo e sull’adattamento delle persone ai nuovi orari.
Per ora, comunque, il doppio appuntamento resta in vigore e il prossimo sarà quello di ottobre. La riflessione politica sull’eventuale superamento del sistema non modifica dunque le indicazioni pratiche per il 2026: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si tornerà dalle 3 alle 2.
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