La voce di Meloni diventa un marchio? La sfida ai falsi digitali
La presidente del Consiglio ha depositato una registrazione di quattro secondi: ora l’Euipo dovrà valutare se proteggerla dagli abusi creati con l’intelligenza artificiale.
La frase dura appena quattro secondi, ma potrebbe diventare uno strumento di tutela legale contro l’uso fraudolento della voce della presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha depositato il 5 ottobre 2026 la registrazione audio con le parole «Io sono Giorgia Meloni», chiedendo che venga riconosciuta come marchio dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’Euipo.
La procedura è stata avviata per ridurre il rischio di clonazioni vocali e contenuti contraffatti prodotti attraverso sistemi di intelligenza artificiale. La decisione, però, non è ancora arrivata: la domanda risulta attualmente in fase di valutazione da parte dell’ufficio europeo.
La registrazione ora passa all’Euipo
La richiesta è stata predisposta con l’assistenza dello studio romano MpmLegal e di un’impresa marchigiana attiva nella protezione della proprietà intellettuale. Sul portale dell’Euipo la pratica è indicata come sottoposta a esame, quindi l’eventuale protezione non è ancora definitiva.
L’obiettivo è trasformare una breve impronta vocale in un segno riconoscibile e difendibile sul piano giuridico. Se l’ufficio europeo darà il via libera, la registrazione potrà essere fatta valere nei Paesi dell’Unione in presenza di riproduzioni non autorizzate o alterazioni del marchio.
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Cosa potrebbe cambiare per Meloni
L’accoglimento della domanda permetterebbe alla presidente del Consiglio di chiedere la rimozione dal mercato dei materiali illeciti, domandare un risarcimento e avviare iniziative giudiziarie anche sul piano penale. La normativa italiana contempla, per la falsificazione o la modifica fraudolenta di un marchio, sanzioni che possono comprendere una multa e, nei casi previsti, anche la reclusione.
La scelta di Meloni si inserisce in un fenomeno più ampio, legato alla diffusione sui social di contenuti falsi che coinvolgono personaggi noti e presentano livelli tecnici sempre più elevati. Per una strada analoga si sono già mosse la cantante Giusy Ferreri e il doppiatore Luca Ward, entrambi rivolti all’Euipo per proteggere elementi riconducibili alla propria identità professionale.
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