Tre milioni in sette giorni: il caso Naza spiazza Hollywood
Il documentario ambientato sulla distruzione di Gaza resta in vetta agli incassi italiani e corre verso un risultato mai raggiunto da un’opera dello stesso genere.
A sorprendere non è soltanto il successo di Naza, ma anche il vuoto lasciato dal cinema italiano nella parte alta della classifica. La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, dedicato all’omicidio di Luca Varani, è infatti l’unico titolo nazionale tra i primi dieci: ottavo posto, 176mila euro in tre giorni, 60mila dei quali raccolti domenica, e 23mila spettatori complessivi.
Il pubblico reagisce con forte emozione
Il risultato del documentario si accompagna a una partecipazione emotiva molto intensa. Sulle piattaforme social sono comparsi filmati e immagini di spettatori in coda davanti alle sale, di proiezioni seguite nel silenzio e di persone uscite dal cinema in lacrime.
Diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, il film racconta la distruzione di Gaza attraverso le confessioni di circa venti funzionari dell’intelligence israeliana, presentate dall’opera come testimonianze di carattere criminale. Il tema e l’accoglienza ricevuta hanno trasformato la corsa agli incassi anche in un caso politico: in Italia non era mai accaduto che un documentario collegato al genocidio palestinese conquistasse il primo posto.
I Wonder guarda già ai cinque milioni
Dietro l’exploit c’è I Wonder Pictures, che ha sostenuto un costo di acquisizione per la distribuzione quasi irrisorio. L’azienda osserva con cautela l’andamento quotidiano del film, presente in circa 500 sale, ma le proiezioni indicano un possibile traguardo vicino ai 5 milioni di euro.
Il confronto con The Substance rende ancora più evidente la portata dell’operazione. Per il film con Demi Moore, la società di Andrea Romeo aveva investito cifre elevate e ottenuto poco più di 3 milioni di euro: Naza ha raggiunto la stessa somma in una sola settimana, con un esborso stimato almeno del 50 per cento più basso.
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Naza supera anche i grandi titoli
Soltanto domenica 4 ottobre il documentario ha incassato 417.198 euro. Heart of the Beast, l’esordio con Brad Pitt, si è fermato a 248.617 euro, mentre Digger con Tom Cruise ha totalizzato 167mila euro, piazzandosi quarto.
Il film della Warner, un’opera spettacolare ambientata in uno scenario di crisi ecologica, è stato accolto molto male dalla critica e rischia di diventare uno degli insuccessi più pesanti della recente storia cinematografica. La presenza di una delle star più amate di Hollywood, tuttavia, rende ancora più significativo il divario con Naza.
La vetta può cambiare ancora
Il documentario ha superato i 3 milioni di euro e, grazie a un’altra settimana con risultati analoghi, potrebbe raggiungere o superare rapidamente Avengers: Endgame e Resident Evil. I due titoli hanno raccolto circa 3 milioni e 300mila euro ciascuno, ma il loro rendimento sembra ormai in calo.
Naza, invece, conserva ancora margini di crescita. Nelle prime giornate di programmazione come evento, il 28, 29 e 30 settembre, aveva già preceduto Avengers: Endgame Extra e Heart of the Beast; nel primo fine settimana ordinario ha poi quasi triplicato gli incassi di Digger. Il documentario era stato inoltre premiato alla Mostra del Cinema di Venezia, elemento che ha contribuito ad alimentare l’attenzione attorno all’uscita.
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