Export, a Roma la sfida delle Pmi: nuovi mercati e filiere da proteggere
Il 6 ottobre la tappa romana di Obiettivo Export riunirà imprese, istituzioni e rete diplomatica in vista della Conferenza nazionale di dicembre.
Per le imprese del Centro Italia la sfida non è soltanto trovare nuovi clienti all’estero, ma anche rendere più solide le filiere in una fase segnata da tensioni geopolitiche, dazi e trasformazioni negli approvvigionamenti. È questo il tema al centro della tappa romana di “Obiettivo Export”, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’incontro si terrà il 6 ottobre all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” e sarà seguito da Adnkronos, che svolgerà il ruolo di partner informativo con una diretta speciale dalle 13 alle 14, disponibile sulla homepage e sui canali video dell’agenzia. L’appuntamento sarà aperto dal ministro Antonio Tajani.
Le Pmi cercano nuove rotte
La giornata è pensata per mettere in relazione aziende, istituzioni, associazioni imprenditoriali e rappresentanti della rete diplomatica e commerciale italiana. Al centro ci saranno le esigenze concrete dei territori e gli strumenti utili per affrontare l’ingresso o il rafforzamento della presenza sui mercati stranieri.
Il governo punta a portare il valore dell’export italiano oltre quota 700 miliardi di euro entro il 2027. Per raggiungere questo traguardo, la strategia non guarda soltanto alle grandi imprese già internazionalizzate, ma mira a coinvolgere un numero più ampio di piccole e medie aziende, sostenendole nella scelta dei Paesi e nella costruzione di percorsi commerciali adeguati.
La diversificazione rappresenta uno dei cardini del progetto: ridurre l’esposizione verso pochi mercati, individuare nuove occasioni di crescita e mantenere, allo stesso tempo, una presenza nelle aree mature. Il Centro Italia offre in questo senso un quadro articolato, con produzioni tradizionali, manifattura avanzata, farmaceutica, tecnologie, cultura e industrie creative.
Dalla diplomazia a strumenti concreti
“Obiettivo Export” non si limiterà agli interventi pubblici. Sono previsti colloqui individuali tra le imprese e gli esperti della Farnesina, i responsabili degli uffici commerciali delle ambasciate italiane, i rappresentanti della rete ICE all’estero e gli specialisti degli strumenti finanziari e promozionali.
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Le aziende potranno così ricevere indicazioni su opportunità commerciali, finanziamenti, garanzie e modalità di accesso a nuovi Paesi. La formula punta a rendere più facilmente utilizzabile dalle Pmi una rete che comprende competenze diplomatiche, finanziarie e commerciali.
Un capitolo specifico riguarderà la disponibilità delle materie prime e degli altri fattori produttivi strategici. Per un’economia orientata alla trasformazione e alle lavorazioni specializzate, ma povera di risorse naturali, ampliare i canali di approvvigionamento significa difendere la continuità industriale e sostenere la capacità di innovare.
Roma prepara la conferenza nazionale
Nel programma troveranno spazio anche le eccellenze culturali e produttive dei territori, con un confronto tra amministrazioni, imprese, operatori culturali e industrie creative. L’obiettivo è individuare modalità di internazionalizzazione coerenti con le caratteristiche delle diverse filiere.
Un ulteriore laboratorio sarà dedicato alle startup e alle piccole e medie imprese innovative, chiamate a confrontarsi con le opportunità di promozione e sostegno disponibili per l’espansione oltreconfine. Il tema del Made in Italy sarà affrontato considerando insieme qualità, identità, innovazione e scelta dei mercati.
La tappa di Roma conclude il percorso già passato da Torino e Bari e conduce alla Conferenza Nazionale dell’Export 2026, prevista a dicembre. Il confronto servirà anche a raccogliere indicazioni dai territori, con l’intento di trasformare la rete italiana all’estero in un’infrastruttura sempre più vicina alle necessità delle imprese.
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