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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

La Stampa USA sbarca a New York: la sfida oltre gli italoamericani

Il nuovo portale in inglese del Gruppo SAE punta a raccontare l’Italia al pubblico statunitense e sigla un’intesa con SACE per sostenere le imprese sui mercati americani.

Non soltanto una testata rivolta agli italiani d’oltreoceano, ma uno strumento per spiegare l’Italia contemporanea anche a chi non ha origini nel Paese. Con questo obiettivo La Stampa USA ha iniziato le pubblicazioni a New York, proponendo contenuti in inglese su politica, economia, cultura, società e attività imprenditoriali italiane.

Il progetto è stato presentato al Waldorf Astoria davanti a più di 150 invitati, tra rappresentanti diplomatici, imprenditori, giornalisti e membri della comunità italiana. Il portale è diventato accessibile alle 18 di New York, quando in Italia era mezzanotte, segnando l’avvio internazionale della testata torinese.

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Una redazione pensata per gli Stati Uniti

La piattaforma non nasce come semplice versione tradotta degli articoli pubblicati in Italia. Il Gruppo SAE ha costruito un prodotto destinato al pubblico statunitense, con una squadra composta da professionisti italiani e americani e un’offerta giornalistica calibrata sugli interessi del mercato locale.

A illustrare il progetto durante la serata sono stati Alberto Leonardis, presidente e fondatore del Gruppo SAE, Maurizio Molinari, direttore editoriale, e Valeria Robecco, responsabile editoriale di La Stampa USA, che ha guidato l’incontro. I contenuti saranno dedicati all’attualità, alle istituzioni, alla cultura, alle comunità e alle vicende delle aziende italiane.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato un messaggio registrato in inglese, nel quale ha sottolineato il valore dei rapporti tra Roma e Washington. «Il giornalismo di qualità avvicina le nostre società attraverso la conoscenza e la comprensione», ha detto, collegando il nuovo progetto alla lunga storia condivisa tra i due Paesi e ai principi comuni di libertà e democrazia.


Il ponte tra comunità e imprese

Nel suo intervento, Meloni ha ricordato il ruolo dei circa 28 milioni di italoamericani nello sviluppo degli Stati Uniti. Secondo la presidente del Consiglio, il portale potrà contribuire a mantenere vivo il rapporto con le origini, a far conoscere le aziende italiane e a sostenere il turismo legato ai luoghi di provenienza delle famiglie.

Anche Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha partecipato con un videomessaggio. Richiamando l’interesse per l’Italia osservato durante una recente visita a New York, ha evidenziato che la curiosità riguarda anche cittadini statunitensi senza ascendenze italiane. Da qui, secondo Gualtieri, la necessità di rafforzare i collegamenti tra città, istituzioni, imprese e comunità, soprattutto di fronte a temi globali come innovazione, cambiamento climatico e migrazioni.

La componente economica dell’iniziativa è stata rafforzata dall’accordo sottoscritto tra Gruppo SAE e SACE, l’agenzia italiana per il credito all’esportazione. L’intesa punta a dare visibilità alle esperienze positive delle imprese italiane e ad accompagnarle verso nuove occasioni commerciali negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato extraeuropeo per le esportazioni italiane.

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Cultura e mercato americano

Durante l’evento newyorkese, il confronto tra Italia e Stati Uniti ha coinvolto anche il mondo della cultura. Daniel Libeskind, architetto impegnato nella ricostruzione dell’area di Ground Zero, ha dialogato con lo scrittore Antonio Monda. Alla domanda sulla prima parola associata all’Italia, Libeskind ha risposto: «Immortalità».

La parola è stata collegata alla capacità dell’Italia di unire bellezza, memoria e cultura, lasciando un’impronta duratura in chi la incontra. Nel racconto dell’architetto, a questo patrimonio si accompagna anche una componente enigmatica, non sempre facile da interpretare.

Un altro momento della serata ha riguardato le difficoltà per le aziende italiane che vogliono affermarsi negli Stati Uniti. Gherardo Guarducci, attivo nella ristorazione e nell’accoglienza, ha indicato tra le condizioni decisive la disponibilità di capitali, una prospettiva di lungo periodo e il coinvolgimento di competenze locali.

Guarducci ha inoltre escluso che il valore dei prodotti italiani sia destinato necessariamente a ridursi sul mercato americano. Quando l’autenticità viene preservata e l’offerta è presentata nel modo adeguato, ha spiegato, le caratteristiche distintive del prodotto italiano restano difficili da imitare.


La strategia internazionale del Gruppo SAE

Per Alberto Leonardis, l’apertura negli Stati Uniti rappresenta una tappa del percorso di crescita internazionale del Gruppo SAE. L’editore ha ricordato una storia imprenditoriale iniziata trent’anni fa all’Aquila e proseguita con l’ingresso nell’editoria e l’acquisizione de La Stampa.

Maurizio Molinari e Leonardis hanno chiarito che l’obiettivo non è limitarsi ai milioni di persone di origine italiana interessate a conservare il legame con le proprie radici. La sfida consiste nel coinvolgere anche il pubblico americano più ampio, offrendo chiavi di lettura per comprendere l’Italia e i cambiamenti che la attraversano.

Il nuovo portale si propone così di intrecciare informazione, cultura e attività economiche, portando il racconto dell’Italia nel dibattito statunitense. L’ambizione dichiarata è trasformare l’interesse già presente verso il Paese in una conoscenza più approfondita della sua realtà attuale.

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