4.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

La pagina di Eco sull’IA non esiste: il dettaglio che smaschera il falso

L’immagine attribuita all’Espresso mostra una presunta rubrica di Umberto Eco, ma la data è impossibile e la pagina risulta creata con l’intelligenza artificiale.

La pagina che sembra riprodurre una vecchia rubrica di Umberto Eco sull’intelligenza artificiale non appartiene a nessun numero reale dell’Espresso. L’immagine indica infatti l’11 aprile 2010, una domenica in cui il settimanale non pubblicò alcuna edizione: anche il riferimento alla pagina 114, quindi, non può essere autentico.


Una data rende subito sospetta la pagina

Il contenuto circola accompagnato dall’idea che Eco avesse anticipato i rischi delle macchine capaci di creare testi credibili. Nella riproduzione si vede una pagina dell’Espresso con la rubrica “Bustina di Minerva” e il titolo «La macchina che avrà letto tutto», oltre al numero di pagina e alla data riportati in fondo.

La verifica dell’archivio rende però impossibile l’attribuzione. L’11 aprile 2010 cadeva di domenica e non corrisponde a una pubblicazione dell’Espresso; di conseguenza, non può esistere neppure la pagina 114 mostrata nell’immagine.


L’intelligenza artificiale lascia le sue tracce

Un controllo attraverso lo strumento di OpenAI dedicato all’identificazione del contrassegno digitale ha dato esito positivo: la pagina è stata realizzata con l’intelligenza artificiale. Anche l’aspetto grafico contiene un indizio significativo, perché sotto la lettera iniziale dell’articolo compaiono caratteri privi di senso e non riconducibili a una scrittura reale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il testo attribuito a Eco descrive proprio sistemi in grado di fabbricare falsi plausibili, corredati da manoscritti, citazioni e note a piè di pagina inesistenti. La coincidenza tra il tema dell’articolo e il metodo usato per produrre la pagina fa pensare a un esperimento satirico sui rischi dell’IA, non a una pubblicazione autentica dello scrittore.


Perché molti utenti ci sono cascati

La costruzione dell’immagine imita con attenzione l’aspetto di una rivista e utilizza il nome di una rubrica realmente esistita. Questi elementi, insieme al tono profetico attribuito a Umberto Eco, hanno favorito la condivisione del materiale come se fosse un documento d’archivio.

In realtà, non risultano né il numero dell’Espresso indicato né l’articolo presentato nel post. La pagina va quindi considerata un prodotto generato artificialmente, inserito in una narrazione satirica che diversi utenti hanno interpretato come una testimonianza autentica.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere