La nave per Sigonella accelera: sei ore di protesta ad Augusta
Due imbarcazioni della Global Sumud Flotilla hanno ostacolato l’ingresso del cargo Sunaid X, diretto verso la base statunitense, prima dell’intervento delle autorità
Per più di sei ore due barche a vela hanno tenuto sotto osservazione la Sunaid X davanti ad Augusta, impedendole di raggiungere lo scalo siciliano. Il cargo, lungo 129 metri e con bandiera portoghese, avrebbe dovuto consegnare materiali destinati alla base Usa di Sigonella. Poco prima delle 11.30 la nave ha lasciato l’area a velocità elevata, mentre gli attivisti sono stati accompagnati in porto da una motovedetta.
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Il confronto davanti al porto
L’iniziativa è cominciata alle 5 del mattino. A bordo delle due imbarcazioni, decorate con i colori della Flotilla per Gaza e con bandiere palestinesi, si trovavano militanti italiani e attivisti arrivati da altri Paesi europei, tra cui Spagna, Grecia e Regno Unito.
Guardia di finanza e Guardia costiera hanno chiesto ripetutamente di interrompere l’ostruzione. Secondo il racconto dei partecipanti, a un certo punto i finanzieri avrebbero prospettato la possibilità di salire sulle barche; gli attivisti hanno quindi scelto di seguire il mezzo navale fino allo scalo. Le altre unità in navigazione, intanto, hanno continuato a entrare e uscire dalla rada del Porto Megarese.
In un video diffuso sui social, un militante ha contattato il cargo via radio: «Sunaid X, Sunaid X, qui è Sumud, mi ricevete?». Dopo la risposta dell’equipaggio, ha accusato la nave di trasportare rifornimenti per una struttura militare coinvolta, secondo gli attivisti, nelle operazioni a sostegno di Israele e ha sostenuto che i lavoratori portuali non avrebbero voluto contribuire a quelle attività.
Le accuse sui materiali trasportati
La protesta è stata collegata alla campagna “No Harbour For Genocide”. I promotori affermano che la Sunaid X abbia sostituito la Vm Vita nei collegamenti per la Defence Logistics Agency, organismo del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricato di gestire gli approvvigionamenti destinati alle basi americane nel mondo.
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Gli attivisti parlano di forniture a uso civile e militare, compresi prodotti chimici, dirette a Sigonella. A loro giudizio, il ruolo logistico della base nel sostegno alle forze armate israeliane e nel conflitto tra Israele e Iran sarebbe documentato. Nel testo non viene riportata una replica della compagnia proprietaria della nave né delle autorità militari statunitensi.
Da Livorno allo sciopero dei portuali
La Sunaid X era già stata fermata il 22 ottobre davanti a Livorno, dove l’azione aveva coinvolto la Flotilla, il Gruppo autonomo portuali e l’Unione sindacale di base. In quel caso il blocco era durato quattro ore e si era concluso con il sequestro di tre barche e con denunce per interruzione di pubblico servizio.
Per venerdì 30 ottobre l’Unione sindacale di base ha annunciato uno sciopero generale in Italia, inserito nella mobilitazione internazionale dei portuali contro il trasporto di armi. L’iniziativa dovrebbe interessare circa un centinaio di porti in 17 Paesi, dagli Stati Uniti all’India e a numerosi scali europei.
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