Kushner nel mirino: i conti da 2 miliardi e l’ombra russa
Un libro statunitense rilancia accuse su due conti riconducibili al genero di Trump e su una presunta operazione di sorveglianza internazionale
Due conti bancari, un flusso di denaro da 2 miliardi e una complessa rete di spionaggio internazionale. Sono gli elementi al centro delle accuse contenute in un nuovo libro statunitense, che coinvolgono Jared Kushner, genero di Donald Trump.
Secondo la ricostruzione riportata nel volume, Kushner avrebbe potuto accedere a due rapporti bancari: uno legato all’Azerbaigian e l’altro a Israele. Su quei conti, sostiene il libro, sarebbero confluite somme riconducibili a Mohammed bin Salman e Mohammed bin Zayed.
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Due conti e una somma enorme
Le accuse riguardano il principe ereditario dell’Arabia Saudita, bin Salman, e il sovrano degli Emirati Arabi Uniti, bin Zayed. Entrambi, secondo quanto riportato, avrebbero versato denaro sui due conti ai quali Kushner avrebbe avuto accesso.
Il totale indicato è di 2 miliardi. Il testo, però, presenta questi elementi come accuse e ricostruzioni da verificare: non vengono descritti ulteriori dettagli sulle modalità dei versamenti né sulla gestione dei rapporti bancari.
La guerra segreta delle spie
La vicenda non si limita ai presunti movimenti finanziari. Il libro sostiene infatti che il telefono di Kushner sarebbe stato sottoposto a sorveglianza dal Gru, il servizio di intelligence militare russo.
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Nella stessa ricostruzione compare anche un secondo livello di controllo: gli agenti russi, a loro volta, sarebbero stati spiati da apparati olandesi. Ne emerge uno scenario internazionale fatto di intercettazioni e operazioni contrapposte, nel quale il genero di Trump sarebbe stato uno degli obiettivi.
La replica di Kushner
Kushner respinge integralmente le contestazioni. In una dichiarazione ha definito il contenuto del libro «accuse scandalose e categoricamente false», negando quindi sia i sospetti sui conti sia quelli relativi alla sorveglianza del suo telefono.
La sua smentita rappresenta, al momento, la principale risposta diretta alle rivelazioni. Il volume rilancia così una serie di accuse molto pesanti, ma il testo disponibile non fornisce ulteriori elementi pubblici per confermare i presunti trasferimenti di denaro o l’attività di spionaggio descritta.
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