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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Se attaccato, l'Iran punta a cavi e diplomatici: cosa emerge

Le informazioni raccolte dagli Stati Uniti e le dichiarazioni di due funzionari iraniani delineano possibili ritorsioni contro personale americano e infrastrutture strategiche nel Golfo.

La risposta iraniana a un eventuale nuovo attacco di Stati Uniti e Israele potrebbe colpire sia il personale diplomatico americano sia le comunicazioni globali. Tra gli obiettivi studiati da Teheran figurerebbero infatti i cavi sottomarini del Golfo, con l’intento di rendere più lunghe e difficili le interruzioni delle connessioni.

Secondo le informazioni riportate da Axios, l’apparato informativo statunitense avrebbe rilevato un’accelerazione dei piani iraniani contro diplomatici e funzionari degli Stati Uniti in Medio Oriente e in altre aree. Alcune operazioni, stando a un promemoria destinato al Segretario di Stato Marco Rubio, sarebbero già entrate in una fase avanzata e potrebbero avere esiti letali.

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I cavi diventano un possibile bersaglio

Le ipotesi sulle infrastrutture sottomarine sono state riferite da Haaretz, sulla base di informazioni fornite a Reuters da due alti responsabili della sicurezza iraniana rimasti anonimi. In caso di nuovi bombardamenti, Teheran avrebbe predisposto piani per danneggiare i cavi che attraversano il Golfo e per ostacolare successivamente gli interventi di ripristino.

L’obiettivo sarebbe prolungare i disservizi, comprese le difficoltà per le connessioni Internet. Uno dei funzionari ha sostenuto che l’Iran dispone di pieno accesso a quelle infrastrutture e potrebbe distruggerle con relativa facilità, ampliando così gli effetti di un eventuale conflitto oltre il campo militare.


La minaccia contro gli americani

Parallelamente, gli Stati Uniti ritengono che Teheran stia aumentando gli sforzi per colpire propri rappresentanti e dipendenti nella regione. Le valutazioni contenute nel documento inviato a Rubio parlano di iniziative mirate non soltanto in Medio Oriente, ma anche in altri luoghi, con preparativi descritti come particolarmente avanzati.

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Il funzionario iraniano ha rivolto a Washington un avvertimento diretto, invitandola a non «giocare con il fuoco». Ha poi dichiarato: «Se l'Iran verrà attaccato, non ci saranno più linee rosse, dai cavi sottomarini alle basi militari, comprese quelle segrete».


Una rappresaglia senza limiti dichiarati

Le dichiarazioni lasciano intendere che, secondo la sicurezza iraniana, un nuovo attacco potrebbe far cadere i limiti finora rivendicati nelle risposte di Teheran. Nel quadro evocato dal funzionario rientrerebbero obiettivi molto diversi: dalle reti di comunicazione alle installazioni militari, incluse quelle non pubblicizzate.

Le informazioni disponibili descrivono dunque due direttrici parallele: da una parte la ricerca di obiettivi umani legati alla presenza americana, dall’altra la possibilità di colpire infrastrutture essenziali per i collegamenti internazionali. Si tratta, al momento, di piani e valutazioni riferiti da fonti di sicurezza, legati all’eventualità di una nuova offensiva contro l’Iran.

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