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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Kiev perde il segnale: 160 km/h bastano a fermare i droni

Un’ondata russa ha colpito energia e carburante mentre le forze ucraine denunciavano il blackout di Starshield e il possibile ridimensionamento del sostegno americano.

Trentanove missili balistici e 128 droni hanno colpito l’Ucraina nelle ultime ore: soltanto quattro vettori sono stati abbattuti, mentre oltre 600.000 persone sono rimaste senza corrente. I danni hanno interessato 26 impianti elettrici e 4 strutture petrolifere. L’Aeronautica ucraina ha precisato che le tre ondate successive sono state segnalate, a differenza della prima.

Sullo sfondo pesa anche il colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin dedicato all’accordo sul diesel, iniziativa che ha sorpreso Kiev e diversi governi occidentali. Per la nuova amministrazione statunitense, il contenimento del costo del carburante rappresenterebbe una priorità in vista delle elezioni di metà mandato.

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Pressioni americane e risposta russa

Secondo indiscrezioni della stampa internazionale, l’entourage di Trump avrebbe prospettato una riduzione delle informazioni d’intelligence e delle forniture militari del programma “Purl”. La condizione indicata a Kiev sarebbe la sospensione degli attacchi contro le raffinerie russe.

L’incertezza politica si somma così alla prosecuzione degli attacchi di Mosca contro le infrastrutture energetiche. La tregua annunciata da Trump non ha trovato una reale applicazione da parte russa e Volodymyr Zelensky ha reagito accusando implicitamente la Casa Bianca di mostrarsi troppo debole nei confronti di Putin.


Il blackout mette fuori uso i droni

A complicare la situazione è arrivata la perdita improvvisa del collegamento satellitare militare Starshield, servizio di SpaceX basato sulla tecnologia Starlink. Il sistema è considerato essenziale per controllare i droni ucraini più rapidi; in base alle segnalazioni raccolte da fonti militari, i terminali smettono di comunicare quando i velivoli oltrepassano i 160 km/h.

Un filmato diffuso dai comandi mostra due apparecchi rimasti senza segnale durante un’operazione. Il 7° Corpo di reazione rapida, attivo nel settore sud-orientale, ha riferito che diverse missioni sono state interrotte; in altri comparti, invece, il collegamento sarebbe venuto meno per circa venti secondi anche a velocità più basse.

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«Le nostre forze di difesa non sono state avvertite, e questo ha provocato il fallimento di diverse missioni», ha affermato Serhiy “Flash” Beskrestnov, consulente della presidenza ucraina ed esperto di tecnologie militari. A suo giudizio, la soglia fissata per Starshield non sarebbe un malfunzionamento casuale, ma una decisione collegata alla fase politica attuale. Serhiy Sternenko ha spinto l’ipotesi oltre, parlando di un possibile intervento di SpaceX sollecitato da ambienti vicini a Trump. La società di Elon Musk non ha finora fornito spiegazioni.


Kiev già privata degli allarmi

Il problema dei droni si inserisce in una sequenza di episodi che ha alimentato i sospetti ucraini. Tra lunedì e martedì, alcuni missili balistici russi hanno raggiunto Kiev prima dell’attivazione delle sirene, lasciando alla popolazione un margine minimo per mettersi al riparo.

Zelensky ha attribuito l’assenza di un avviso tempestivo alla mancata condivisione di dati occidentali. Le informazioni provenienti dalla rete satellitare statunitense a infrarossi sono infatti utilizzate per rilevare i lanci e favorire l’intercettazione. Durante l’ultimo attacco alla centrale termoelettrica CHPP-4, i radar ucraini avrebbero individuato i vettori soltanto quando erano ormai vicini alla capitale.


Un doppio vuoto informativo

Questi episodi hanno rafforzato il timore che Kiev possa trovarsi con capacità ridotte proprio mentre la Russia intensifica la pressione sul territorio e sulle infrastrutture. Il primo allarme riguarda la guida dei droni, il secondo la tempestività delle segnalazioni sui missili balistici.

Donald Trump aveva negato in precedenza l’esistenza di una sospensione nella circolazione delle informazioni militari. Tuttavia, il limite imposto ai collegamenti di Starshield, unito alle indiscrezioni sulle possibili condizioni americane per mantenere aiuti e intelligence, ha aperto nuovi interrogativi sulla solidità del rapporto tra Washington e Kiev.

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