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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Kiev nel mirino, Mosca avverte gli stranieri: l’allarme arriva in Europa

Dopo i raid sui ponti della capitale ucraina, Zelensky annuncia nuove azioni contro le raffinerie russe mentre crescono le tensioni nei Paesi vicini

L’allerta non riguarda più soltanto il fronte ucraino. Un drone proveniente dalla Bielorussia ha violato lo spazio aereo della Lituania, mentre Mosca ha invitato diplomatici e cittadini stranieri a lasciare Kiev dopo i nuovi attacchi contro le infrastrutture della capitale. Nel frattempo, Volodymyr Zelensky ha annunciato un’intensificazione delle operazioni ucraine contro le raffinerie di petrolio russe.


L’Europa teme una nuova escalation

Kaja Kallas, rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, ha lanciato l’allarme durante la sua visita a Roma, dove ha incontrato anche Antonio Tajani e Guido Crosetto. Secondo Kallas, Mosca starebbe alimentando deliberatamente la tensione per diffondere paura tra le popolazioni europee.

«Dobbiamo prepararci ai possibili attacchi», ha dichiarato Kallas in un’intervista, sostenendo che le minacce e le azioni ibride attribuite alla Russia puntano a indebolire il sostegno europeo all’Ucraina. L’Unione, ha aggiunto, sta valutando nuove misure contro Mosca.

L’incidente in Lituania ha provocato la sospensione temporanea dei voli all’aeroporto di Vilnius. Gli aerei della NATO sono decollati per sorvegliare lo spazio aereo nazionale, mentre alle persone residenti nella parte orientale del Paese è stato chiesto di individuare in anticipo i rifugi disponibili. L’emergenza è poi rientrata.

Anche la Moldova ha convocato l’ambasciatore russo in seguito alle incursioni di missili e droni nel proprio spazio aereo, segnalate alla fine di settembre.


Kiev colpita e pronta a reagire

Nella capitale ucraina, il Ponte Nord sul Dnepr è stato danneggiato da un attacco avvenuto due giorni dopo quello contro il Ponte Sud. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che due persone sono rimaste ferite; poco prima era stato diffuso un allarme per la presenza di droni.

Klitschko ha descritto la situazione come drammatica, indicando tra gli obiettivi colpiti infrastrutture essenziali, collegamenti logistici, abitazioni, strutture sociali e rete energetica. Le autorità locali, ha spiegato, stanno cercando di mantenere attivi i servizi cittadini nonostante la continuità delle incursioni.

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Il ministero degli Esteri russo ha confermato l’operazione, sostenendo che il ponte viene utilizzato per il trasferimento di truppe e rifornimenti destinati alle forze armate ucraine. Nella stessa comunicazione, Mosca ha rivolto un nuovo invito agli stranieri presenti a Kiev affinché abbandonino la città.

Zelensky ha collegato la risposta militare ucraina agli attacchi russi contro la capitale. Il presidente ha fatto sapere che le operazioni contro le raffinerie russe saranno rafforzate e ha accusato Vladimir Putin di aver adottato una linea che amplia il possibile elenco degli obiettivi civili. A suo dire, scuole, ospedali e strade potrebbero essere colpiti con l’obiettivo di spingere gli abitanti a lasciare i centri urbani.


Le cifre rivendicate da Zelensky

Nel suo bilancio della situazione sul terreno, il presidente ucraino ha affermato che le sue forze avrebbero recuperato tra 125 e 140 chilometri quadrati nella regione del Donbass. Si tratta di una valutazione fornita da Kiev e riferita ai recenti sviluppi delle operazioni militari.

Zelensky ha inoltre sostenuto che le perdite russe sarebbero aumentate negli ultimi mesi, arrivando a 42mila morti e feriti ogni mese, contro una stima compresa tra 30mila e 32mila all’inizio dell’anno. Il testo non fornisce una verifica indipendente di questi numeri.

Sul piano diplomatico, restano aperti i contatti dell’amministrazione di Donald Trump con Mosca per cercare una soluzione al conflitto. Secondo quanto riportato dal New York Times, tra le ipotesi discusse ci sarebbe anche un’intesa petrolifera dal valore di miliardi di dollari, che potrebbe favorire società mediorientali legate ai negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.

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