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Attualità 2 min di lettura13 min fa

Casa, la protesta scuote la Spagna: scontri e numeri divisi a Madrid

La mobilitazione del 3 ottobre ha portato migliaia di persone in strada contro la crisi abitativa, mentre a Valencia il bilancio è di cinque arresti e nove agenti feriti.

Cinque persone arrestate e nove poliziotti feriti: è il bilancio degli incidenti avvenuti a Valencia durante la giornata di mobilitazione nazionale sulla casa. In parallelo, decine di migliaia di manifestanti hanno occupato le strade di Madrid e di numerose altre città spagnole, chiedendo misure contro l’emergenza abitativa e uno sciopero generale dedicato al tema.


A Valencia il corteo sfocia negli scontri

La situazione è diventata tesa quando il corteo ha raggiunto il Palau de Les Arts, sede di un congresso sugli investimenti immobiliari. Un gruppo di manifestanti ha abbattuto alcune barriere e superato il dispositivo predisposto dalla polizia, lanciando oggetti contro gli agenti impegnati a proteggere gli accessi.

Le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, hanno reagito con fumogeni e proiettili di gomma. Gli episodi hanno portato all’arresto di cinque persone e al ferimento di nove poliziotti. Cortei e presidi si sono svolti anche in altre località del Paese.


Madrid divisa sulle cifre della piazza

Nella capitale i manifestanti sono confluiti a Cibeles dopo essere partiti da quattro punti differenti della città. Il sindacato degli inquilini ha parlato di circa 500 mila partecipanti, mentre la stima fornita dal governo si è fermata a 70 mila persone: una distanza significativa tra i due bilanci.

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La protesta si è tenuta il 3 ottobre ed è stata convocata per denunciare la crisi degli alloggi. I promotori hanno inoltre rilanciato la richiesta di uno sciopero generale sulla casa, collegando la mobilitazione al fallimento dei provvedimenti presentati dall’esecutivo.


Il Parlamento boccia i decreti di Sánchez

All’origine della manifestazione c’è il voto con cui il Congresso dei deputati ha respinto due decreti approvati martedì dal Consiglio dei ministri. Il primo testo ha ottenuto 172 voti favorevoli e 178 contrari; il secondo si è fermato a 166 sì contro 184 no.

Contro il primo provvedimento hanno votato Partito Popolare, Vox, Uniti per la Catalogna e Unione del Popolo Navarro. Nel caso del secondo decreto si sono aggiunti Partito Nazionalista Basco e Coalizione Canaria, contribuendo alla bocciatura delle misure sulla casa.

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