Kiev, il piano russo svelato da Zelensky: tre giorni per la vittoria
Il presidente ucraino ricostruisce l’avvio dell’invasione, dall’avanzata attraverso la Bielorussia all’offerta di evacuazione ricevuta da Joe Biden
«Ho bisogno di munizioni, non di un passaggio». Con questa risposta Volodymyr Zelensky respinse, nei primi giorni dell’invasione, la proposta di Joe Biden di lasciare l’Ucraina insieme alla famiglia. Nell’intervista a Steven Bartlett, il presidente ucraino ha ripercorso quelle ore e il progetto russo che avrebbe dovuto portare rapidamente alla caduta di Kiev.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La scelta di restare accanto al Paese
Secondo il racconto di Zelensky, l’urgenza iniziale non lasciava spazio alla piena consapevolezza della tragedia. Occorreva coordinare la difesa, assicurare i rifornimenti, mantenere operative le vie di comunicazione e prendere decisioni senza sosta.
Soltanto dopo circa venti giorni il presidente avrebbe realizzato fino in fondo la natura del conflitto. Quando la pressione degli eventi diminuì, anche solo temporaneamente, riuscì a comprendere la portata di ciò che stava accadendo: «Mio Dio, questa è una guerra. Ed è senza dubbio una guerra terribile. Ma all’inizio lavoravo e basta».
Il Cremlino puntava sulla capitale
L’avanzata russa dalla Bielorussia verso Kiev sorprese molti osservatori. Le truppe di Mosca avevano svolto esercitazioni nel Paese alleato prima del 24 febbraio 2022, ma diversi governi ritenevano che Vladimir Putin stesse tentando soprattutto di fare pressione sull’Ucraina. Alcuni leader europei, dopo averlo contattato, avevano inoltre ricevuto rassicurazioni sull’assenza di un’imminente invasione.
Zelensky sostiene che l’obiettivo fosse molto più ambizioso di una semplice operazione militare ai confini. «Volevano conquistare Kiev in tre giorni e mettere simbolicamente in scena un altro spettacolo di pseudo-vittoria su Khreshchatyk e sulla piazza dell’Indipendenza, Maidan Nezalezhnosti», ha affermato, descrivendo un piano basato sulla rapida occupazione della capitale e sulla successiva celebrazione nel suo centro.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Le uniformi preparate per la parata
A conferma delle aspettative russe, il presidente ucraino ha citato un particolare trovato nei mezzi militari colpiti durante i combattimenti: in diversi veicoli c’erano uniformi da parata. «Quando i nostri ragazzi colpivano i loro carri armati e gli altri mezzi, trovavamo le uniformi da parata. È vero. Le hanno trovate in diversi veicoli militari. Stavano letteralmente andando a una parata».
Per Zelensky, quell’episodio rivela quanto Mosca avesse sottovalutato la resistenza ucraina. La valutazione sarebbe stata influenzata anche dall’esperienza della Crimea nel 2014, conquistata dalla Russia con relativa facilità e trasformata, secondo il presidente, in un modello ritenuto replicabile a Kiev.
Perché l’offensiva non riuscì
Zelensky respinge la lettura secondo cui la grande colonna diretta verso Kiev avrebbe fallito soltanto per un errore di navigazione o di percorso. Le forze russe raggiunsero diverse località, presero il controllo di alcune e aggirarono quelle in cui incontrarono una resistenza più forte.
Il nodo, nella sua ricostruzione, era il numero di soldati necessario per avanzare senza perdere il controllo delle aree già occupate. Ogni città conquistata richiedeva infatti guarnigioni e uomini, riducendo la capacità di proseguire verso la capitale. A suo giudizio, per impadronirsi di Kiev sarebbero serviti 300-400 mila militari: una disponibilità doppia rispetto a quella impiegata.
Continua a leggere
Strasburgo, la sfida di Weidel: il piano dell’AfD per l’Europa
La leader dell’estrema destra tedesca parlerà al Parlamento europeo durante un incontro promosso da Europa delle Nazioni Sovrane.
PHP sotto attacco: dati rubati e sistemi dirottati, cosa rischiano milioni di utenti
Due falle critiche nel motore PHP espongono applicazioni e informazioni sensibili: gli esperti invitano ad aggiornare subito o a isolare i servizi vulnerabili.
Milano, arrivano i parà: carceri minorili sotto pressione dopo gli arresti
Dopo i disordini e i 35 minorenni fermati, il governo valuta nuovi spazi detentivi e rafforza la sicurezza in vista delle manifestazioni del 24 ottobre.
Arizona, il 64° parco nazionale nasce tra rocce sospese e pinnacoli
Il Chiricahua entra nella rete dei parchi nazionali statunitensi: un paesaggio vulcanico di oltre 12 mila acri nel sud-est dell'Arizona.