Katz avverte Hezbollah: «Altri territori persi» se entrerà nella guerra
Il ministro della Difesa israeliano minaccia nuove conseguenze per il gruppo libanese, mentre Teheran ne rafforzerebbe la preparazione operativa
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lanciato un avvertimento a Hezbollah durante una visita in Libano: un eventuale coinvolgimento del gruppo in un attacco iraniano contro Israele avrebbe conseguenze pesanti. «Se Hezbollah si unirà all'Iran in un attacco contro Israele, riceverà un duro colpo e perderà ulteriori territori nel sud del Libano», ha dichiarato ieri.
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Katz alza il livello della minaccia
Il messaggio del ministro arriva mentre crescono le indiscrezioni su una possibile nuova fase dello scontro regionale. Katz ha collegato direttamente l'eventuale apertura di un fronte da parte di Hezbollah a ulteriori perdite territoriali nel sud del Libano.
Le sue parole fanno da sfondo alle notizie rilanciate dalla stampa araba, secondo cui il gruppo libanese starebbe ricevendo indicazioni per prepararsi a un possibile ritorno delle ostilità. L'ipotesi, attribuita a fonti libanesi, viene presentata come uno scenario che Teheran considera vicino.
Teheran prepara i suoi alleati
Secondo le informazioni riportate da Channel 12, l'Iran avrebbe chiesto a Hezbollah di aumentare il livello di prontezza militare. La ricostruzione è stata ripresa da Aram News, portale emiratino citato nei resoconti della stampa araba.
Le indicazioni iraniane non implicherebbero, stando alle stesse fonti, un ampliamento delle capacità belliche del movimento. L'obiettivo sarebbe piuttosto assicurare che gli alleati regionali restino operativi anche in uno scenario di forte escalation.
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Un comando meno dipendente dai vertici
Per raggiungere questo risultato, Hezbollah starebbe introducendo un assetto ispirato alla dottrina iraniana della «difesa a mosaico». Le competenze verrebbero ripartite fra più unità, così da limitare il peso della struttura centrale nelle decisioni sul campo.
Una simile impostazione permetterebbe ai diversi reparti di continuare ad agire anche qualora i vertici non fossero in grado di impartire ordini. La strategia punta infatti a mantenere la continuità delle operazioni nel caso in cui i centri di comando iraniani o quelli dei suoi alleati venissero colpiti.
Restano i limiti militari
Le fonti citate nei resoconti, tuttavia, non segnalano un recupero significativo dell'apparato militare di Hezbollah rispetto alla situazione precedente alle perdite accumulate negli ultimi tre anni di conflitto con Israele.
Il nuovo modello organizzativo servirebbe dunque a ridurre la vulnerabilità della catena di comando, non a certificare una crescita delle risorse disponibili. Sullo sfondo resta l'incertezza sull'eventuale ripresa dello scontro regionale e sul ruolo che il gruppo libanese potrebbe assumere.
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