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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Katie Zacharia nei guai: il caso dell’abilitazione mai ottenuta

La portavoce della Casa Bianca avrebbe lavorato nel diritto internazionale senza risultare iscritta agli albi forensi di tre giurisdizioni americane.

La Casa Bianca respinge le contestazioni rivolte a Katie Zacharia e la descrive come una professionista «estremamente qualificata». L’amministrazione precisa però che Donald Trump non l’ha scelta per gestire incarichi di natura legale, mentre negli Stati Uniti si discute sulle qualifiche con cui la portavoce si sarebbe presentata per anni.

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La difesa della Casa Bianca non chiude il

Il nodo riguarda l’abilitazione necessaria per esercitare la professione forense. In diversi Stati americani, infatti, presentarsi come avvocato senza aver superato il relativo esame può avere anche conseguenze penali, oltre a sollevare dubbi sull’attendibilità dei titoli dichiarati pubblicamente.

La vicenda è stata ricostruita dal Wall Street Journal, che ha verificato l’assenza del nome di Zacharia negli elenchi degli avvocati autorizzati in California, Texas e Washington D.C. La ricerca non avrebbe dato risultati né con il cognome utilizzato prima del matrimonio né con quello successivo.


Il percorso tra California e Pechino

Zacharia ha conseguito la laurea in Giurisprudenza alla Pepperdine University nel 2011. In seguito avrebbe provato a ottenere l’abilitazione in California, senza riuscirci, e si sarebbe poi trasferita in Cina insieme al marito.

A Pechino ha lavorato per Zhong Lun, uno degli studi legali più importanti del Paese. Il suo incarico comprendeva consulenze su operazioni internazionali e contratti dal valore di milioni di dollari destinati a società statunitensi e gruppi multinazionali.

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Una fonte citata dal quotidiano sostiene che, per svolgere quelle attività, non fosse indispensabile l’iscrizione a un albo americano. I professionisti stranieri dello studio operavano infatti come consulenti specializzati nel diritto internazionale e nelle transazioni tra Paesi diversi.


Le dichiarazioni che riaccendono il confronto

Interpellata martedì sulla giurisdizione americana che le avrebbe concesso l’abilitazione, Zacharia ha risposto: «Quando mi sono trasferita in Cina». Poco dopo ha aggiunto di aver lavorato «nel campo del diritto delle transazioni internazionali, con tutte le credenziali appropriate».

Le perplessità non riguardano soltanto il suo percorso professionale in Asia. Tra gennaio 2024 e marzo 2025 Zacharia è stata responsabile degli affari legali di Fix California, organizzazione conservatrice, e in numerose apparizioni televisive ha iniziato i propri interventi definendosi «In quanto avvocato...».

Al momento della nomina alla Casa Bianca, inoltre, Trump l’aveva indicata pubblicamente come avvocato. È proprio questa descrizione, alla luce della mancata presenza negli albi consultati e del tentativo non riuscito in California, ad aver alimentato la nuova polemica sulla portavoce.

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