Kasparov nel mirino: l’allerta Usa e il presunto piano russo
L’oppositore russo racconta di essere stato avvisato da Stati Uniti e Lituania: con lui sarebbe stato preso di mira anche Ivan Tyutrin
Garry Kasparov sostiene di essere finito tra i possibili bersagli di un progetto di assassinio attribuito a una rete legata ai servizi russi. L’ex campione mondiale di scacchi, oppositore di Vladimir Putin e residente negli Stati Uniti, ha riferito di aver ricevuto segnalazioni dalle autorità americane e lituane sulla necessità di rafforzare le proprie precauzioni.
L’allerta ricevuta da Kasparov
La notizia, rilanciata dal quotidiano spagnolo El Mundo, riguarda anche Ivan Tyutrin, storico collaboratore di Kasparov e cofondatore del Forum della Russia Libera. In un messaggio pubblicato su Telegram, l’oppositore ha spiegato che l’inserimento dei loro nomi in una presunta lista di persone da eliminare non lo ha colto del tutto impreparato, ma gli ha comunque provocato “uno shock”.
Kasparov ha aggiunto di essere stato invitato a modificare i propri comportamenti e ad adottare misure di sicurezza. “Non mi fermerò e non mi nasconderò”, ha scritto, assicurando che continuerà la sua attività politica. In questi giorni si trova a Strasburgo, dove intende esercitare pressione attraverso la Corte europea dei diritti dell’uomo.
Secondo il racconto dell’oppositore, la protezione speciale disposta dagli Stati Uniti sarebbe arrivata durante l’estate e per la prima volta da quando ha lasciato la Russia nel 2013. Kasparov ha collegato la propria sicurezza alla sconfitta russa in Ucraina, definita la risposta più efficace per lui, per i suoi collaboratori e per l’Europa.
Il piano attribuito alla rete russa
La ricostruzione di El Mundo si intreccia con un procedimento della giustizia statunitense. A settembre cinque persone sono state incriminate perché ritenute appartenenti a una struttura collegata all’intelligence della Federazione Russa, attiva almeno dal 2024 nel reclutamento di individui negli Stati Uniti e in Europa.
Gli atti dell’accusa descrivono attività di pedinamento, sabotaggi e progetti di omicidio ai danni di dissidenti russi e di obiettivi situati in Paesi favorevoli all’Ucraina. I documenti non indicano pubblicamente i nomi delle persone sorvegliate, ma il giornale spagnolo cita tra i possibili bersagli anche l’ex deputato russo Ilya Ponomarev.
Il piano contro Ponomarev sarebbe stato più avanzato. Un uomo reclutato negli Stati Uniti avrebbe fotografato e filmato due luoghi a Washington legati all’ex parlamentare, al quale sarebbero stati offerti 40mila dollari per l’eliminazione. Il presunto esecutore avrebbe rifiutato di portare a termine l’incarico e avrebbe poi cercato qualcuno disposto a sostituirlo.
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Gli altri oppositori nel mirino
Ponomarev è l’unico membro della Duma ad avere votato nel 2014 contro l’annessione della Crimea. Dopo aver lasciato la Russia, ha mantenuto rapporti soprattutto tra Kiev e Washington. Tra i possibili obiettivi negli Stati Uniti sarebbe comparso anche Vladimir Kara-Murza, liberato nel 2024 durante uno scambio di prigionieri e sopravvissuto in precedenza a due episodi di avvelenamento.
Un secondo progetto avrebbe riguardato la Lituania. Gli investigatori parlano di un attentato contro un esponente dell’opposizione russa, da realizzare con un’aggressione a coltellate o appiccando un incendio, in cambio di 25mila dollari. Tyutrin, che vive a Vilnius, viene indicato come possibile bersaglio, anche se le informazioni disponibili non permettono di confermarlo con certezza.
Nella stessa città risiede Ruslan Gabbasov, attivista baschiro che nel 2025 aveva trovato un dispositivo di localizzazione sulla propria automobile. Le autorità lituane hanno successivamente riferito dell’esistenza di un ulteriore progetto di attentato nei suoi confronti.
La risposta politica di Kasparov
Kasparov ha ricordato di essere impegnato da circa vent’anni nella contestazione della leadership di Putin e di avere spesso minimizzato, con ironia, i timori per la propria incolumità. Ora, però, parla di accuse relative a un complotto russo per un omicidio sul territorio statunitense.
L’ex scacchista, nato nel 1963 nell’Azerbaigian sovietico, è stato inserito dalle autorità russe nel registro degli agenti stranieri e dichiarato persona indesiderata. Dal suo esilio negli Stati Uniti continua a denunciare il Cremlino e a sostenere l’Ucraina, mentre afferma che né lui né la sua famiglia potranno sentirsi davvero al sicuro finché Putin resterà al potere.
I cinque imputati nell’inchiesta statunitense sono l’ex colonnello dell’intelligence russa Juri Khrameev, suo figlio Kirill, indicato come appartenente al Servizio federale di sicurezza russo, i cittadini cubani Oemis Romagoza Durruthy e Yaidel Delgado Suarez e il venezuelano Angel Eduardo Castro. Tutti risultano latitanti e, in assenza di una sentenza definitiva, devono essere considerati innocenti.
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