John Malkovich, l’attore rifiuta le biografie e parla della morte
L’attore presenta Wild Horse Nine, film di Martin McDonagh premiato a Venezia con la Coppa Volpi
John Malkovich ha parlato della morte e del desiderio di vedere crescere la nipote. L’attore lo ha fatto presentando il film Wild Horse Nine, arrivato nelle sale italiane il 5 novembre.
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Il rapporto con la morte
«Penso alla morte, è qualcosa che sembra accadere», ha detto Malkovich. Prima di quel momento, però, vorrebbe portare a termine alcune cose personali, tra cui assistere alla crescita della nipote.
L’attore ha anche respinto l’idea di affidare la propria vita a una biografia. Non vuole essere trasformato in un personaggio da ricordare e ha definito assurda la proposta di raccontare la sua esistenza in un libro.
Il personaggio nel film
In Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh, Malkovich interpreta Chris, un ex agente della CIA inviato sull’Isola di Pasqua poco prima del colpo di Stato cileno del 1973. Il ruolo gli ha fatto ottenere la Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia.
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Il protagonista deve confrontarsi con le proprie convinzioni mentre la pellicola richiama alcuni traumi politici del Novecento, dall’assassinio di John Fitzgerald Kennedy al golpe dell’11 settembre 1973 in Cile. Malkovich ha spiegato di non usare la propria esperienza personale per costruire i personaggi: «Quando lavoro, per abitudine, non collego il ruolo alla mia vita: mi sembra irrispettoso nei confronti di un personaggio scritto su una pagina».
La fiducia nelle istituzioni
Parlando dell’omicidio Kennedy, l’attore ha citato un dato secondo cui molti americani non crederebbero alla ricostruzione ufficiale. A suo giudizio, la politica nel film serve soprattutto a interrogarsi sulla fiducia che i cittadini ripongono nei governi.
Malkovich ha osservato che le continue smentite rispetto a quanto raccontato dalle autorità rendono difficile mantenere quella fiducia. Il colpo di Stato cileno, ha aggiunto, ha rappresentato per la sua generazione una frattura profonda e la perdita definitiva dell’innocenza: «Quando l’innocenza è perduta, non torna più».
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