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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Italia-Germania, la sfida europea parte da Roma: 75 querce per il futuro

A Villa Almone è stata inaugurata l’iniziativa che porterà un albero in 75 luoghi simbolici dei rapporti tra i due Paesi, rilanciando memoria e cooperazione.

La guerra in Ucraina e il futuro dell’Europa sono stati al centro del messaggio lanciato a Roma dal ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Secondo il ministro, Italia e Germania condividono una posizione netta sul conflitto e devono contribuire a rafforzare un’Unione Europea capace di attrarre nuovi Paesi.

Foti ha ricordato che il prossimo anno Roma ospiterà le celebrazioni per il 70° anniversario dei Trattati di Roma. Nel suo intervento ha sostenuto l’ingresso nell’Unione dei Paesi dei Balcani occidentali e degli altri Stati candidati, nel rispetto delle procedure previste.


La stessa linea sulla guerra

Il ministro ha collegato la collaborazione tra Roma e Berlino anche alla crisi ucraina. “La nostra piena coincidenza di visione sulla vicenda ucraina dimostra che siamo dalla stessa parte, con la stessa determinazione e volontà”, ha affermato Foti, ricordando la resistenza del popolo ucraino dopo il fallimento delle previsioni su una guerra breve.

Le sue parole sono arrivate dopo il colloquio con il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e hanno richiamato i 75 anni di rapporti diplomatici tra Italia e Germania. Foti ha definito quel legame il risultato di una scelta politica consapevole avviata da Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi.


Un albero destinato a durare

Wadephul ha indicato il 2026 come “l’anno delle opportunità”, auspicando che l’intesa maturata nei mesi recenti produca iniziative stabili e capaci di rafforzare la fiducia reciproca. La quercia piantata a Roma, ha osservato, dovrebbe diventare nel tempo un simbolo concreto della continuità tra le generazioni.

A Villa Almone, insieme al ministro tedesco, ha partecipato alla cerimonia Giangiacomo Calovini, presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Germania. L’ambasciatore tedesco Thomas Bagger, nel salutare gli invitati, ha sottolineato che i due Paesi possono incidere sulle scelte europee: “Insieme Italia e Germania possono fare la differenza, in Europa e per l’Europa”.

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Il progetto dei 75 luoghi

La cerimonia ha inaugurato “75 alberi per 75 luoghi”, iniziativa legata ai 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche bilaterali dopo la seconda guerra mondiale. La prima pianta è stata messa a dimora nel giardino della residenza tedesca; entro la fine dell’anno ne seguiranno altre 74 in diverse località italiane.

Le destinazioni comprenderanno siti colpiti dalla guerra e poi trasformati in luoghi di ricordo e riconciliazione, oltre a città gemellate, centri del dialogo culturale e scientifico e realtà coinvolte nella cooperazione economica. L’obiettivo è rappresentare attraverso gli alberi la rete di rapporti costruita tra le due nazioni.


Industria, ricerca e scambi

Nel suo discorso, Wadephul ha ricordato il peso economico dei due Paesi: Germania e Italia insieme realizzano il 40% della produzione industriale dell’Unione Europea. Dalle loro economie proviene inoltre circa il 38% delle esportazioni europee verso i Paesi esterni all’Unione Europea, soprattutto nel comparto industriale.

Il ministro ha citato anche la collaborazione nella ricerca spaziale, il rapporto nel settore della difesa tra Leonardo e Rheinmetall, il coordinamento su diverse norme europee e i progetti comuni dedicati alla competitività. Il quadro comprende infine oltre 400 gemellaggi comunali, che favoriscono gli incontri tra cittadini italiani e tedeschi.

Alla celebrazione erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma Tilman Fertitta, il senatore Claudio Lotito, la deputata Maria Elena Boschi e Luca Cordero di Montezemolo. Wadephul ha ricordato che il percorso avviato da Adenauer e De Gasperi ha trasformato il passato segnato dalla guerra in una cooperazione stabile, democratica ed europea.

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