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Attualità 1 min di lettura33 min fa

IT-Wallet privato, cosa serve per entrare nella prova

Le nuove indicazioni definiscono accesso, ruoli e controlli per aziende e soggetti pubblici interessati ai portafogli digitali

La partecipazione alla sperimentazione dell’IT-Wallet richiederà una richiesta formale all’Agenzia per l’Italia digitale, accompagnata dalla documentazione prevista. Le istruzioni riguardano sia chi intende sviluppare portafogli privati sia chi vuole emettere attestati elettronici.

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Domande e attestati sotto controllo

Il regolamento stabilisce quali documenti devono essere allegati alla domanda di registrazione al Sistema IT-Wallet. La procedura è rivolta a soggetti pubblici e privati interessati a entrare nella fase di prova come fornitori di soluzioni digitali o di attestazioni elettroniche.

Queste ultime vengono create recuperando un’informazione dalla fonte ufficiale e convertendola in un documento digitale firmato, realizzato secondo un formato standard. Per gli attestati di interesse pubblico o considerati essenziali, come la patente di guida, l’emissione resta affidata esclusivamente all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; in ambito privato, invece, il compito può essere assunto da un operatore qualificato.


Portafogli privati e servizi quotidiani

Le soluzioni private saranno sviluppate e amministrate da imprese tecnologiche e altri operatori del mercato. Il loro obiettivo è affiancare il portafoglio pubblico disponibile nell’app IO, ampliando l’utilizzo dell’IT-Wallet anche nei rapporti con banche, compagnie assicurative, società di autonoleggio e altri fornitori di servizi.

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La sperimentazione si svolgerà in un contesto controllato e con durata limitata. I soggetti iscritti al Sistema IT-Wallet potranno verificare, collaudare, collegare e monitorare le proprie soluzioni sotto la supervisione dell’Agenzia per l’Italia digitale, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, del Dipartimento per la trasformazione digitale e delle altre autorità competenti.

La disciplina è stata resa disponibile dall’Agenzia per l’Italia digitale con la pubblicazione del regolamento dedicato alla fase di prova. Il testo definisce quindi il percorso per l’ingresso dei partecipanti e il quadro operativo entro cui dovranno essere testati i servizi privati.

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