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Attualità 2 min di lettura36 min fa

Carburanti, Eni prolunga il tetto: il prezzo cambierà ogni mese

La rete Enilive manterrà una soglia per benzina e diesel fino a dicembre, mentre il gruppo registra utili in forte crescita e valuta l’evoluzione dei mercati.

Il tetto ai prezzi di benzina e diesel resterà in vigore sulla rete Enilive almeno fino alla fine dell’anno. Eni ha deciso di prolungare la misura, ma senza fissare una cifra immutabile: il livello massimo sarà riesaminato mese dopo mese sulla base delle quotazioni internazionali e della disponibilità dei prodotti.

La scelta arriva mentre il gruppo registra risultati finanziari particolarmente solidi. Nel terzo trimestre l’utile netto rettificato ha raggiunto 2,8 miliardi di euro, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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La soglia sarà aggiornata ogni mese

L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha spiegato che la società intende mantenere il provvedimento per sostenere i propri clienti. «Sicuramente avremo un tetto fino a fine anno, dobbiamo solo ragionare sui prezzi», ha affermato il manager, chiarendo che l’importo verrà valutato con cadenza mensile.

A inizio ottobre Eni aveva indicato un limite di 2,25 euro al litro per il diesel, mentre nelle stazioni della compagnia il prezzo effettivo si era fermato a 2,19 euro. La definizione della soglia tiene conto della volatilità dei mercati, delle quotazioni del greggio e dei prodotti raffinati, ma anche delle forniture disponibili e della capacità logistica della rete. L’obiettivo è evitare sia rincari eccessivi per gli automobilisti sia una riduzione delle scorte nei distributori.


Una misura costosa per Eni

Il calmieramento era stato introdotto circa un mese prima, dopo le sollecitazioni del governo Meloni. In origine il limite era stato fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il diesel; quest’ultimo valore è poi salito a 2,25 euro dopo la riduzione di 6 centesimi dello sconto fiscale.

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L’iniziativa ha spinto altri grandi operatori, tra cui Ip, Q8 e Tamoil, a intervenire sui propri listini. Anche i distributori indipendenti e le cosiddette “pompe bianche”, che rappresentano circa la metà dell’erogato complessivo, si sono adeguati in parte, contestando però l’effetto della strategia dei grandi gruppi sulla concorrenza e sulla tenuta delle attività più piccole.


Utili in crescita e 700 milioni impegnati

Dalla dirigenza di Eni il tetto viene descritto come un sacrificio economico rilevante. Tra sconti e limite ai prezzi, il gruppo stima un impegno di circa 700 milioni di euro nel periodo compreso tra l’inizio di marzo e la fine dell’anno. «Più vendiamo e più ci perdiamo», ha osservato Descalzi, riferendosi al mancato guadagno legato all’operazione.

La misura viene sostenuta dalla redditività raggiunta dalla compagnia. Nei primi nove mesi dell’anno il Brent è aumentato del 32,8%, mentre il gas scambiato al TTF di Amsterdam ha segnato un rialzo del 29,7%; nello stesso periodo, tuttavia, l’utile operativo di Eni è cresciuto del 59,2%, arrivando a 14,9 miliardi di euro.

Secondo la società, il risultato dipende non soltanto dal contesto favorevole per petrolio e gas, ma anche dall’efficienza operativa e dalla “strategia dei satelliti”. È su questa base finanziaria che Eni ritiene sostenibile il prolungamento del sostegno ai prezzi alla pompa.

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