Israele, Netanyahu primo ma il governo resta incerto
Il blocco guidato da Eisenkot si ferma a 48 seggi; decisive per i negoziati le liste arabe, arrivate a 19
I risultati definitivi delle elezioni legislative israeliane lasciano Netanyahu davanti, ma senza i numeri per governare da solo.
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Lapid chiede tempo
Yair Lapid sostiene che il fronte contrario al premier uscente abbia comunque prevalso. In un messaggio pubblicato su X ha invitato gli israeliani ad attendere, spiegando che dietro il silenzio sono già iniziati contatti riservati per valutare la formazione di un esecutivo.
Secondo Lapid, costruire una maggioranza richiede tempi e metodi opposti a quelli della campagna elettorale. Il leader di B'Yachad ha definito «difficile» il compito del suo schieramento, guidato da Gadi Eisenkot, e ha chiesto pazienza perché l'esito dei negoziati non è ancora assicurato.
Il vantaggio della coalizione
Netanyahu e i partiti che lo sostengono hanno ottenuto 53 seggi, mentre il principale raggruppamento dell'opposizione, guidato dal centrista Eisenkot, si è fermato a 48. Per raggiungere la maggioranza nella Knesset servono 61 deputati.
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Lapid ha parlato di una vittoria «ai punti», ricordando che il Likud ha conquistato 27 dei 120 seggi parlamentari. Nel suo messaggio ha attribuito particolare rilievo ai 13 seggi assegnati a United Torah Judaism e Shas, indicandoli come uno degli elementi che hanno pesato sul risultato della coalizione.
Le liste arabe crescono
La distribuzione dei seggi conferma anche l'avanzata di Raam e della Lista Unificata. Le due formazioni arabe hanno raggiunto insieme quota 19, modificando gli equilibri necessari per la nascita del prossimo governo.
I dati sono stati diffusi nella notte dalla Commissione elettorale israeliana. Lapid ha avvertito che il suo blocco cercherà di mettere insieme una squadra di governo, ma ha ammesso che il percorso potrebbe rivelarsi complesso e senza esito garantito.
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