Israele, l’inviato di Trump: «Stesse regole per tutti» sul ddl italiano
Yehuda Kaploun difende il richiamo alla definizione IHRA e annuncia una reazione americana alla mozione del Partito Verde britannico sul sionismo.
La prospettiva di uno Stato palestinese accanto a Israele appare oggi incompatibile, secondo Yehuda Kaploun, con le posizioni di chi continua a invocare la cancellazione dello Stato ebraico. L’inviato speciale dell’amministrazione Trump ritiene quindi che la soluzione dei due Stati non possa essere discussa ignorando questa contraddizione.
«Se volete parlare di una soluzione dei Due Stati, non potete farlo quando uno di quegli Stati chiede l’eliminazione dell’altro», ha affermato Kaploun parlando del futuro del Medio Oriente.
Londra nel mirino di Washington
Kaploun ha commentato anche la decisione assunta ieri dal Partito Verde d’Inghilterra e Galles, che ha approvato una mozione in cui il sionismo viene definito una forma di razzismo. Il documento chiede inoltre che il movimento sia affrontato dal partito con gli stessi criteri riservati alle altre manifestazioni razziste.
L’esponente scelto da Donald Trump per seguire il contrasto all’antisemitismo ha annunciato una reazione ufficiale degli Stati Uniti. A suo giudizio, applicare a Israele parametri diversi da quelli utilizzati per gli altri Paesi rappresenta un comportamento ipocrita.
Il nodo della definizione IHRA
Nel dibattito italiano, Kaploun sostiene invece l’approvazione del disegno di legge sull’antisemitismo, già approvato dal Senato e ora all’esame dell’Aula della Camera. Il provvedimento inserisce nel quadro normativo nazionale la definizione elaborata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, l’organizzazione internazionale per la memoria della Shoah.
Secondo tale definizione, l’antisemitismo consiste nella percezione degli ebrei come oggetto di odio e può manifestarsi con atti o parole rivolti a persone, beni, istituzioni comunitarie e luoghi di culto ebraici, siano essi ebrei o non ebrei.
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Criticare Israele resta possibile
È proprio il riferimento alla definizione IHRA a suscitare le maggiori obiezioni. I contrari al testo temono che possa comprimere la libertà di giudizio sulle scelte del governo israeliano e sulle istituzioni di Israele.
Kaploun respinge questa lettura e sostiene che la norma non impedirebbe le critiche, ma imporrebbe di non riservare a Israele un trattamento più severo rispetto a quello applicato agli altri Stati. «La definizione IHRA non dice affatto che non si possa criticare Israele. Dice che, se si critica Israele, bisogna applicare lo stesso standard a tutti», ha spiegato.
L’appello dell’inviato di Trump
L’inviato speciale dell’amministrazione americana per il monitoraggio e il contrasto all’antisemitismo ha espresso l’auspicio che il Parlamento italiano approvi il disegno di legge. A suo parere, l’adozione della norma costituirebbe un segnale positivo non soltanto per l’Italia, ma per l’intero continente europeo.
Kaploun ha infine sostenuto la necessità di un criterio comune contro l’odio, da applicare in modo uniforme nei diversi Paesi. Il suo intervento si inserisce così nel confronto politico italiano sul provvedimento, senza rinunciare a prendere posizione anche sulle recenti decisioni del Partito Verde britannico.
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