4.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Casa bocciata, Sánchez rilancia: la Spagna torna alle urne

Il premier socialista fissa il voto al 29 novembre dopo la sconfitta parlamentare sul piano abitativo e punta sulle proteste per frenare l’avanzata della destra

La crisi degli alloggi diventa il terreno dello scontro elettorale in Spagna. Dopo che il Parlamento ha respinto il progetto del governo per rendere più accessibili le abitazioni, Pedro Sánchez ha scelto di anticipare il voto al 29 novembre, tentando di trasformare la mobilitazione sociale in una nuova occasione politica.


La casa diventa il campo decisivo

Da settimane migliaia di persone manifestano in diverse città spagnole contro il caro-affitti e la difficoltà di trovare un’abitazione. Tra i simboli della protesta c’è Maricarmen Abascal, 87 anni, allontanata con la forza dall’appartamento di Madrid in cui aveva vissuto per anni.

Per rispondere alla pressione della piazza, l’esecutivo sostenuto dalla sinistra aveva inserito nel piano diverse misure: stop agli sfratti degli inquilini in condizioni di fragilità fino al 2030, rinnovo automatico dei contratti già in vigore, limiti alle locazioni di breve durata e pesanti restrizioni all’acquisto di immobili residenziali da parte dei cosiddetti fondi avvoltoio.

Il provvedimento, tuttavia, è stato bocciato venerdì in Parlamento. A determinare il risultato sono stati il Partito popolare, Vox e Junts, formazione conservatrice e separatista catalana. Sánchez ora intende attribuire alla destra la responsabilità dello stallo sulla casa e chiedere agli elettori un mandato più ampio.


Sánchez cerca un’altra rimonta

Il capo del governo affronta una delle prove più complicate della sua carriera, ma la sua storia politica è segnata da diverse resurrezioni. Ha superato il tentativo della vecchia dirigenza socialista di estrometterlo dal partito, poi nel 2018 è arrivato alla guida dell’esecutivo dopo la sfiducia contro il conservatore Mariano Rajoy.

Anche nel 2023 riuscì a ribaltare i pronostici: dopo elezioni nelle quali non aveva ottenuto la maggioranza parlamentare, tornò alla Moncloa costruendo un accordo tra la sinistra e i movimenti indipendentisti delle varie regioni spagnole. Oggi, però, i sondaggi lo collocano nuovamente in una posizione difficile.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Socialisti e Popolari si contendono il primo posto attorno al 30%, mentre soltanto un’intesa tra le forze di destra sembra avere, secondo le rilevazioni, concrete possibilità di raggiungere la maggioranza. Il principale avversario di Sánchez sarà Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito popolare, affiancato da Vox e dal suo dirigente Santiago Abascal.


Il messaggio della sinistra

La strategia socialista punta a ricompattare l’area progressista insieme a Sumar e Podemos, facendo della questione abitativa e dei diritti sociali il centro della campagna. «Dobbiamo mobilitarci e ottenere una maggioranza progressista molto più ampia in Parlamento, che ci consenta di superare gli interessi costituiti, realizzare nuovi progressi sociali e continuare a trasformare la Spagna», ha affermato Sánchez.

Secondo Cristina Monge, politologa dell’Università Complutense di Madrid, la sinistra può recuperare consensi soltanto concentrandosi su abitazioni, welfare e diritti. La studiosa stima in circa un milione e mezzo gli elettori che nel 2023 avevano scelto il Partito socialista e che oggi dichiarano di non volerlo più votare oppure sono ancora indecisi.

«Se il dibattito si concentrerà su Ceuta, immigrazione, sicurezza o corruzione, per Sánchez sarà molto difficile risalire la china», ha osservato Monge. Il risultato del 29 novembre dipenderà quindi anche dalla capacità del premier di mantenere la campagna sul terreno sociale, evitando che il confronto venga dominato dai temi più favorevoli alle destre.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere