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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Israele, la caccia ai responsabili del 7 ottobre non si ferma

Katz rivendica l’ordine di colpire gli autori dell’attacco, mentre lo Shin Bet segnala il rischio di una nuova offensiva di Hamas durante le elezioni o subito dopo.

L’operazione per rintracciare i responsabili dell’attacco del 7 ottobre 2023 resta una priorità per Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz ha riferito che Benjamin Netanyahu e lui stesso hanno dato alle forze armate e agli apparati di sicurezza l’ordine di eliminare tutti i partecipanti, dai vertici ai ranghi inferiori, “senza limitazioni e in qualsiasi circostanza”.

A coordinare la ricerca è Nili, un’unità dello Shin Bet incaricata di individuare gli uomini coinvolti nell’assalto. Negli ultimi mesi, l’agenzia e le Forze di difesa israeliane hanno rafforzato le attività contro i membri di Hamas legati a quell’operazione.


L’allerta sulle prossime elezioni

Il rischio indicato dai servizi riguarda però anche il futuro immediato. David Zini, alla guida dello Shin Bet, ha segnalato al gabinetto di sicurezza che Hamas potrebbe tentare una nuova azione offensiva nel periodo delle prossime elezioni israeliane oppure nei giorni successivi.

L’avvertimento è emerso durante una sessione riservata, nella quale i vertici della sicurezza hanno descritto un quadro ancora instabile lungo tutti i principali teatri di crisi, dalla Striscia di Gaza all’Iran. Secondo le informazioni riportate da Israel Hayom, Hamas conserverebbe la capacità di organizzare attacchi e starebbe prendendo in considerazione anche il sequestro mirato di militari.


Tunnel e minacce coordinate

Zini ha inoltre prospettato un possibile coordinamento tra Hamas e altre formazioni sostenute dall’Iran, includendo gli Houthi dello Yemen. L’ipotesi è stata discussa insieme alla necessità di mantenere alta la vigilanza per prevenire iniziative simultanee o collegate.

Nel corso dello stesso incontro, il responsabile delle operazioni dell’esercito ha comunicato che è stato ripulito il 95% dei tunnel localizzati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine. Resta invece senza esito definitivo il raid compiuto sabato contro Ali al-Amoudi, figura di primo piano di Hamas nella Striscia di Gaza.

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Un alto ufficiale dell’intelligence militare ha lasciato intendere che l’obiettivo potrebbe essere nuovamente colpito: “Se non ci siamo riusciti, ci riproveremo”. Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha assicurato che l’esercito opera in una “modalità di prevenzione continua” per scongiurare ulteriori incidenti.


Netanyahu conferma l’obiettivo a Gaza

Benjamin Netanyahu, intervenendo nella riunione, ha ribadito che la strategia israeliana nella Striscia non è cambiata. Il primo ministro ha dichiarato: “Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l’eliminazione”.

Durante una precedente riunione governativa, il maggiore generale Shlomi Binder, responsabile della Direzione dell’intelligence militare, aveva presentato i numeri relativi agli uomini entrati in Israele il 7 ottobre 2023. Katz ha riferito che sarebbero stati 6.000, con 4.000 uccisi finora e circa 2.000 ancora in vita.

Questa stima differisce dalle valutazioni diffuse in precedenza dalle Forze di difesa israeliane, secondo cui gli assalitori sarebbero stati circa 5.600 e tra 1.200 e 1.600 sarebbero morti sul territorio israeliano.

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