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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Israele al voto tra le rovine: Nir Oz riapre la ferita del 7 ottobre

Nel kibbutz colpito da Hamas, il ricordo della strage torna al centro della campagna elettorale mentre Israele si prepara a votare a fine mese.

Dalla cucina della sua nuova abitazione, Rita Lifshitz continua a vedere ciò che resta della casa di Carmela Dan. Sono passati tre anni dal 7 ottobre, ma a Nir Oz il tempo sembra essersi fermato tra pareti annerite, strutture deformate e oggetti consumati dal fuoco.


Il passato entra nella campagna

La casa di Dan, 80 anni, si trova proprio davanti a quella di Lifshitz. La donna fu uccisa nella camera da letto insieme alla nipote Doya, 12 anni, mentre tentava di sottrarsi agli uomini di Hamas.

Il ricordo di quella giornata, indicata come la più tragica nella storia recente di Israele, non resta confinato alla memoria privata degli abitanti. Nel kibbutz devastato, l’anniversario del massacro coincide con l’avvio della campagna elettorale e riporta il 7 ottobre al centro del confronto politico.

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Un voto ancora su Netanyahu

Gli israeliani saranno chiamati alle urne alla fine del mese. La domanda che accompagna la vigilia è se anche questa consultazione finirà per trasformarsi in un giudizio sull’operato di Benjamin Netanyahu.

A Nir Oz, le rovine osservate ogni giorno da Lifshitz danno una forma concreta a quel dibattito. Le conseguenze dell’attacco e il ricordo delle vittime continuano infatti a pesare sul clima del Paese mentre si avvicina il voto.

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