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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Irkutsk, perché l’Fsb segue le ambulanze: il mistero del laboratorio

Una ricercatrice è morta dopo una possibile esposizione accidentale, ma Mosca non identifica l’agente coinvolto mentre ospedali e apparati di sicurezza ampliano le misure di controllo.

L’elemento più insolito della vicenda di Irkutsk non riguarda soltanto la morte di una ricercatrice, ma la presenza riferita di uomini dell’Fsb accanto alle ambulanze impegnate nei controlli. La circostanza non è stata confermata dal servizio di sicurezza russo, ma si inserisce in una gestione dell’incidente che continua ad allargarsi senza chiarire quale microrganismo sia stato coinvolto.

La donna, 28 anni, lavorava all’Istituto antiplaga di Irkutsk, nella città di Shelekhov. Dopo il ricovero per una grave polmonite è deceduta. Ai sanitari avrebbe riferito di aver rotto per errore una provetta contenente batteri vivi, ma non è stato reso noto che cosa sarebbe fuoriuscito.


L’Fsb accanto ai soccorsi

Secondo testimonianze raccolte a livello locale, agenti dell’Fsb avrebbero accompagnato i mezzi sanitari incaricati di trasferire le persone entrate in contatto con la ricercatrice. Il dato resta da verificare, proprio perché non è arrivata una conferma pubblica da parte dell’organismo coinvolto.

L’Fsb si occupa principalmente di sicurezza interna e controspionaggio ed è l’erede del Kgb. Non ha un ruolo sanitario nella gestione ordinaria delle epidemie: una sua eventuale partecipazione alle operazioni suggerirebbe quindi che l’incidente venga valutato anche come questione di sicurezza, oltre che come emergenza epidemiologica. Questo, tuttavia, non dimostra l’esistenza di un programma di armi biologiche e non prova che la vittima sia stata colpita dalla peste.


Misure estese, diagnosi ancora ignota

Il primo ospedale di Shelekhov, dove la ricercatrice era stata assistita, è stato sottoposto a quarantena. Nel frattempo, quasi 200 persone potenzialmente esposte sono finite sotto osservazione e il provvedimento è stato ampliato ad altre strutture di Irkutsk, per un totale di cinque ospedali. Tra questi figurano anche un presidio pediatrico e una maternità.

Le precauzioni hanno raggiunto inoltre un vicino impianto di alluminio: ai dipendenti è stato raccomandato di usare la mascherina. Non risultano, al momento, nuovi casi confermati tra le persone controllate. Il numero degli individui osservati, dunque, non corrisponde a quello dei contagiati.

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Versioni ufficiali ancora prudenti

Rospotrebnadzor, l’ente russo per la sicurezza sanitaria, definisce il quadro come una “polmonite di causa sconosciuta” e assicura che la situazione epidemiologica regionale rimane stabile. Alexei Tsydenov, alla guida della vicina Buriazia, aveva inizialmente parlato di una morte “possibilmente” legata alla peste, salvo poi correggere la dichiarazione. Igor Kobzev, governatore di Irkutsk, ha invece indicato una “sospetta infezione particolarmente pericolosa”.

Anche Gennady Onishchenko, già responsabile di Rospotrebnadzor, ha invitato alla cautela. Interpellato da Tass, ha sostenuto che il contagio è “molto probabilmente non la peste” e che, anche nell’ipotesi di una conferma, non si verificherebbe una diffusione della malattia.


Cosa comporterebbe la peste polmonare

L’ipotesi non è stata ufficialmente accertata, ma la forma polmonare della peste presenta caratteristiche diverse da quella più comunemente associata alla trasmissione tramite pulci. Può passare da una persona all’altra attraverso particelle respiratorie ed è considerata una delle manifestazioni più pericolose dell’infezione da Yersinia pestis.

Un trattamento tempestivo con antibiotici può però renderla curabile. Per ora il punto centrale resta l’assenza di una diagnosi pubblica sull’agente eventualmente uscito dal laboratorio. L’espansione della quarantena e il presunto coinvolgimento dell’Fsb alimentano così interrogativi sulla gestione dell’incidente, senza fornire prove sufficienti per parlare di un focolaio di peste.

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