Iran, Najmeh rischia la pena capitale per un post: ha 23 anni
La studentessa di Mashhad è detenuta da gennaio dopo le proteste contro il governo e chiede che il suo messaggio dal carcere venga ascoltato.
A 23 anni, Najmeh Amini si trova nel braccio della morte in Iran per un contenuto pubblicato sui social e giudicato blasfemo dalle autorità. Studentessa di contabilità, vive a Mashhad con la famiglia ed è detenuta nel carcere di Vakilabad da gennaio.
La condanna è arrivata dopo il suo arresto, avvenuto nel periodo delle proteste anti-governative. Dal carcere, attraverso un messaggio fatto filtrare all’esterno, la giovane ha lanciato un appello sulla propria situazione.
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La voce di Najmeh dal carcere
“Non voglio fare l’eroina, voglio solo che la mia voce sia ascoltata”, ha scritto Amini nel messaggio attribuito a lei. Le sue parole mostrano la volontà di raccontare la propria vicenda senza presentarsi come simbolo della protesta.
Il messaggio è stato diffuso mentre la studentessa resta reclusa a Vakilabad, nella città in cui vive con i familiari. La sua detenzione risale a gennaio, quando in Iran erano in corso manifestazioni contro il governo.
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La condanna per il post sui social
Secondo le autorità iraniane, il contenuto pubblicato da Amini sui social aveva carattere blasfemo. Per questo episodio la giovane è stata condannata a morte, una decisione che riguarda una studentessa di 23 anni iscritta a un corso di contabilità.
La vicenda riporta l’attenzione sulle conseguenze giudiziarie affrontate dai partecipanti alle proteste anti-governative. Nel caso di Amini, il procedimento si è concluso con una condanna capitale e con la detenzione nel carcere di Vakilabad.
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