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Attualità 2 min di lettura4 giorni fa

Iran, la tregua in 7 giorni e il fronte Yemen che si allarga

Teheran dice di aver presentato a Washington una proposta articolata in una settimana, mentre gli Houthi rivendicano nuovi attacchi oltre il confine saudita.

La partita diplomatica si sposta su un orizzonte molto breve: sette giorni. Secondo il New York Times, infatti, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato di un piano rivolto agli Stati Uniti per fermare gli scontri, riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare in un secondo momento negoziati più ampi sul dossier nucleare.

Nelle stesse ore, sul terreno, gli Houthi hanno annunciato di avere preso di mira varie installazioni militari in Arabia Saudita. Riad, però, non ha dato alcuna conferma. E a Gaza due riservisti israeliani sono morti dopo l’esplosione accidentale di un drone che stavano manovrando, secondo la ricostruzione fornita dall’esercito.


Teheran parla di un’intesa rapida

Araghchi ha spiegato ai giornalisti, a margine dell’Assemblea Onu, che l’Iran sarebbe pronto ad applicare il piano non appena arrivasse il via libera di Washington. L’idea, stando al resoconto del quotidiano statunitense, prevede prima una tregua di sette giorni e poi un confronto più approfondito sul programma nucleare.

Il ministro iraniano ha anche osservato che sarebbe meglio raggiungere un accordo prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Nel racconto riportato dal New York Times, il passaggio sulle tempistiche elettorali accompagna l’apertura verso una trattativa che Teheran considera immediatamente praticabile.


Yemen e Gaza, la guerra resta aperta

Sul fronte yemenita, il gruppo ribelle ha rivendicato l’azione contro postazioni militari saudite nella zona di al-Tuwal, a Jizan, oltre che contro installazioni missilistiche del campo di Al-Dagharir, lungo la frontiera con l’Arabia Saudita. Da parte saudita, però, non è arrivata una conferma ufficiale degli attacchi.

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Più a nord, nella Striscia di Gaza, due riservisti delle Forze di Difesa israeliane del 7007° Battaglione della Brigata Gerusalemme sono rimasti uccisi in un incidente con un drone Fpv chiamato “Atalef”. L’esercito ha riferito che il velivolo è precipitato per cause ancora da chiarire; i militari si sono avvicinati al mezzo alcuni minuti dopo e l’esplosione li ha colpiti mortalmente. Entrambi sono stati trasferiti all’ospedale Barzilai di Ashkelon, dove è stato dichiarato il decesso.


Sullo sfondo, la richiesta di riconoscimento

Nel quadro più ampio del conflitto, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha rimesso al centro un passaggio politico e umano: tra israeliani e palestinesi, ha spiegato, serve un riconoscimento reciproco. Il patriarca latino di Gerusalemme sarà tra gli ospiti del Festival Francescano 2026, previsto a Bologna dal 24 al 27 settembre, in un’edizione dedicata al tema «Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita».

Pizzaballa interverrà il 24 settembre in due appuntamenti diversi, prima nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio e poi in piazza Maggiore. I due incontri saranno dedicati, rispettivamente, al rapporto tra pace e terre segnate dalla guerra e al dialogo fra arte e fede come strumento per costruirla.

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