Iran, il conto della guerra arriva nelle case Usa: 2.000 dollari a famiglia
Secondo Moody’s Analytics, il conflitto ha già trasferito sui consumatori americani 265 miliardi di dollari, soprattutto attraverso il caro-energia.
La guerra con l’Iran sta già pesando sui bilanci delle famiglie statunitensi: la stima media raggiunge circa 2.000 dollari per nucleo, mentre il costo complessivo per i consumatori arriva a 265 miliardi. A incidere maggiormente è l’aumento dei prezzi dell’energia, secondo Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics.
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Il caro-energia riduce i redditi
Zandi ha spiegato che l’impatto del conflitto ha assorbito quasi metà della crescita del reddito registrata dalla famiglia americana media negli ultimi otto mesi. Per questo, a suo giudizio, l’opinione pubblica sta reagendo in modo negativo alla guerra.
«Non sorprende che la guerra sia così impopolare», ha scritto l’economista. La valutazione collega quindi il malcontento soprattutto alla ricaduta economica sui consumatori, più che a un singolo episodio militare.
Trump promette una risposta dura
Donald Trump ha difeso la linea adottata dagli Stati Uniti durante un comizio in Alaska e ha avvertito Teheran sulle possibili conseguenze delle sue scelte. «Aspettate di vedere cosa faremo all’Iran. Gliene faremo passare delle belle. Ne abbiamo abbastanza», ha detto il presidente americano.
Trump ha poi sostenuto che un eventuale incremento del prezzo del petrolio sarebbe un sacrificio limitato se servisse a impedire all’Iran di procurarsi un’arma nucleare. Ha inoltre definito questo scenario una minaccia ben più grave rispetto ai rincari energetici.
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Missili e tensione nel Golfo
Nel frattempo, la coalizione saudita ha riferito di aver abbattuto tre missili diretti verso Riad e verso le aree meridionali del regno. Le esplosioni udite nella zona sarebbero state provocate dall’attivazione dei sistemi di difesa aerea impegnati a neutralizzare i vettori.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda gli Houthi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal sulla base di un’analisi di Conflict Armament Research, il gruppo starebbe cercando di costruire missili balistici avanzati a medio raggio con componenti provenienti dalla Cina.
La tecnologia fornita agli Houthi
I militanti avrebbero ricevuto da un’azienda cinese parti necessarie alla realizzazione di una variante del Kheibar Shekan, missile iraniano a guida di precisione considerato tra i sistemi più potenti a disposizione di Teheran.
La capacità di assemblare autonomamente un’arma di questo tipo aumenterebbe il potenziale militare degli Houthi, sostenuti dall’Iran. Il rapporto citato ricostruisce infatti sia l’impiego degli armamenti nelle aree di conflitto sia le loro catene di approvvigionamento.
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