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Attualità 1 min di lettura14 ott

Investimenti in Argentina, il peronismo avverte Milei: controlli su tutto

Máximo Kirchner annuncia verifiche sui progetti del regime speciale se il peronismo tornerà al governo dopo le elezioni del 2027.

Il progetto da 50 miliardi di dollari per esportare gas naturale liquefatto, sviluppato da Eni insieme all’argentina Ypf e all’emiratina Xrg (Adnoc), figura tra le iniziative ancora al vaglio delle autorità argentine. L’operazione rientra nel Regime di Incentivi ai Grandi Investimenti, promosso dal governo di Javier Milei.

Sono 24 i piani in attesa di una decisione, per un valore complessivo di 150 miliardi di dollari. Parallelamente, l’esecutivo ha già dato il via libera a 23 progetti, che raccolgono investimenti per altri 50 miliardi.

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Il peronismo prepara la revisione

In caso di ritorno al potere dopo le elezioni del 2027, l’opposizione peronista intende riesaminare tutti gli interventi autorizzati attraverso il regime speciale. L’annuncio è arrivato da Máximo Kirchner, deputato nazionale e figlio dell’ex presidente Cristina Kirchner, oggi condannata a sei anni per corruzione.

Intervistato da Radio Con Vos, Kirchner ha collegato la verifica al timore che il provvedimento comporti una riduzione della sovranità nazionale senza produrre i risultati economici promessi. «Se il peronismo dovesse tornare al potere ogni singolo progetto dovrà essere sottoposto a revisione per verificare come è stato approvato, perché si sta cedendo sovranità e il Regime non sta effettivamente generando i benefici previsti», ha dichiarato.

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Autorizzazioni sotto esame

L’eventuale controllo non comporterebbe automaticamente la cancellazione delle iniziative già approvate. Il deputato ha infatti precisato che i progetti conformi alle regole potrebbero andare avanti, mentre ogni dossier sarebbe valutato separatamente.

«Saranno sottoposti a verifica e, se tutto è in regola proseguiranno, in quanto si tratta di diritti acquisiti. Tuttavia, vanno esaminati caso per caso», ha aggiunto Kirchner. La posizione dell’opposizione mette così in discussione la stabilità futura del sistema di incentivi introdotto dall’amministrazione Milei, soprattutto per i programmi di maggiore entità economica.

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