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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Influenza, il dato che pesa: ogni 1% di copertura può salvare 56 vite

Per la campagna 2026-2027 sono previste circa 14 milioni di dosi, ma la protezione degli over 65 resta lontana dagli obiettivi indicati dalle autorità sanitarie.

Aumentare anche di un solo punto percentuale la copertura vaccinale contro l’influenza potrebbe evitare 56 decessi. È una delle indicazioni emerse dall’analisi citata da Vito Ercole, responsabile di CSL Seqirus Italia, durante un incontro dedicato all’innovazione nella prevenzione dell’influenza, organizzato alla vigilia del congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in programma fino al 24 ottobre a Genova.

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La copertura resta sotto gli obiettivi

In Italia la distribuzione dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2026-2027 è cominciata nell’ultima settimana di settembre. Le Regioni hanno programmato complessivamente circa 14 milioni di dosi; di queste, circa 7,5 milioni saranno fornite da CSL Seqirus.

Il livello di vaccinazione tra gli over 65 si è fermato al 52-53% nell’ultima campagna. Una percentuale ancora distante dal 75% considerato il livello minimo dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal ministero della Salute, e ancor più lontana dal 95% indicato come protezione ideale. «Il divario nelle coperture ha conseguenze rilevanti per la sanità pubblica», ha osservato Ercole durante l’evento.

Secondo il manager, una maggiore adesione consentirebbe di ridurre i decessi, contenere la spesa sanitaria e alleggerire la pressione su pronto soccorso e terapie intensive, soprattutto nel periodo compreso tra dicembre e gennaio. L’aumento della copertura viene quindi considerato uno strumento utile non soltanto per proteggere le persone più fragili, ma anche per limitare gli effetti dell’influenza sull’intero sistema sanitario.


L’appuntamento può fare la differenza

Tra le strategie ritenute più efficaci c’è la cosiddetta chiamata attiva. Non si tratta soltanto di informare il cittadino sulla disponibilità del vaccino, ma di fissare direttamente una data attraverso un messaggio o una piattaforma digitale.

Le valutazioni disponibili, ha spiegato Ercole, indicano che questo metodo può incrementare le adesioni fino al 39%. Per contrastare esitazioni e informazioni errate, resta inoltre centrale il ricorso a fonti riconosciute, come il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e i portali approvati dalle autorità sanitarie.

«Dare un appuntamento concreto, invece di limitarsi a comunicare che il vaccino è disponibile, si è dimostrato capace di aumentare le coperture», ha detto il responsabile di CSL Seqirus Italia. L’obiettivo è raggiungere soprattutto le categorie più vulnerabili con indicazioni verificabili sull’andamento della malattia e sull’utilità della vaccinazione.

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Dall’emisfero Sud arrivano indicazioni

L’andamento dell’influenza nei Paesi dell’emisfero Sud rappresenta un riferimento per prevedere, almeno in parte, ciò che potrebbe accadere in quello settentrionale. In Australia sono stati segnalati casi ancora nei mesi di settembre e ottobre, dopo la conclusione dell’epidemia stagionale.

Il ceppo più diffuso è stato H1N1. Sul piano degli effetti clinici, l’influenza si è confermata la più frequente tra le malattie respiratorie acute gravi rilevate dai sistemi di sorveglianza, un elemento che viene seguito con attenzione in vista dei mesi invernali italiani.

Ogni febbraio l’Organizzazione mondiale della sanità comunica i ceppi da inserire nei vaccini. Per la stagione in corso la produzione è risultata più complessa anche a causa di alcune modifiche indicate dall’organizzazione nel mese di marzo, quando il processo produttivo era già iniziato.


Una produzione distribuita in 30 Paesi

CSL Seqirus concentra la propria attività sui vaccini contro l’influenza stagionale e sulle formulazioni destinate alle emergenze pandemiche. L’azienda ha spiegato di avere una struttura produttiva dedicata alle campagne antinfluenzali e di aver mantenuto le forniture nonostante le difficoltà incontrate nella preparazione dei vaccini.

La società opera in 30 Paesi e, secondo quanto riferito da Ercole, è riuscita a garantire le dosi previste per tutti i mercati coinvolti nella campagna 2026-2027.

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