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Attualità 1 min di lettura22 min fa

Indagine sul 17 ottobre: la pista delle chat porta a oltre 20 città

La Digos coordina più di 150 perquisizioni tra Lombardia e altre località mentre gli investigatori esaminano i messaggi del Movimento 17 ottobre.

L’inchiesta sui saccheggi, le violenze e gli scontri avvenuti a Milano il 17 ottobre si allarga oltre le strade teatro dei disordini. Sono più di 150 le perquisizioni eseguite tra Milano, Monza e altre venti città, con una presenza particolarmente significativa in Lombardia.

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La rete dei controlli si allarga

Le attività investigative sono coordinate dalla Digos e rientrano nel procedimento seguito dai pubblici ministeri milanesi sui fatti gravi dello scorso fine settimana. Gli accertamenti non riguardano quindi soltanto i luoghi in cui si sono verificati gli episodi di violenza, ma si estendono anche ad altre località.

L’obiettivo è ricostruire la rete delle persone coinvolte e raccogliere elementi utili a chiarire le responsabilità legate ai disordini. Il numero delle perquisizioni e la loro distribuzione geografica mostrano un’indagine sviluppata su un territorio più ampio rispetto al capoluogo lombardo.

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Nel mirino finiscono le chat

Parallelamente alle perquisizioni, gli investigatori stanno analizzando i contenuti diffusi su Telegram nei gruppi riconducibili al Movimento 17 ottobre. Post e comunicazioni condivise online vengono valutati come possibile fonte di informazioni sull’organizzazione e sulle iniziative del movimento.

Tra i messaggi esaminati compare anche un invito alla mobilitazione, accompagnato dalla comunicazione: «Abbiamo cancellato tutti i sottogruppi delle città per non lasciare alla polizia prove scritte. Ci vediamo domani (oggi) in piazza». La cancellazione dei gruppi cittadini viene ora considerata nel quadro degli accertamenti sui contenuti circolati in rete.

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