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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Civili da Oleshky, accordo per il 27 ottobre: cosa prevede la missione

Russia e Ucraina fermeranno le operazioni nella zona per consentire soccorsi, evacuazioni e sopralluoghi nelle abitazioni degli anziani rimasti in città.

L’operazione umanitaria a Oleshky potrà iniziare il 27 ottobre, con una sospensione coordinata delle attività militari tra le forze russe e ucraine. L’obiettivo è raggiungere i residenti, soprattutto anziani e persone bisognose di cure, distribuire beni essenziali e accompagnare chi vorrà lasciare la città verso la destinazione scelta.

La località, situata sulla sponda sinistra del Dnipro di fronte a Kherson e sotto controllo russo dal 2022, vive una situazione particolarmente difficile. Nelle aree urbane mancano elettricità, acqua potabile, medicinali e cibo; inoltre, le strade minate e gli attacchi frequenti rendono complicati gli interventi.

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Orari diversi per la tregua

Il ministero della Difesa russo ha comunicato che il cessate il fuoco scatterà alle 4 del mattino, secondo l’ora di Mosca, il 27 ottobre. In quella finestra verranno interrotti anche gli attacchi diretti verso Kherson, così da permettere lo svolgimento delle attività di soccorso.

Qualche ora dopo è arrivata la conferma ucraina. Lo stato maggiore di Kiev ha indicato le 3 del mattino, in base all’ora locale, come momento d’inizio della sospensione, spiegando che le forze di difesa faranno il possibile per sostenere la popolazione durante l’intervento.

Dmytro Lubinets, commissario ucraino per i diritti umani, ha definito l’operazione molto complessa e ha avvertito che sarà necessario procedere in più fasi. Per la parte ucraina, i contatti con la controparte russa sono stati condotti dallo stesso Lubinets insieme a Yana Lantrarova.


Evacuazioni e aiuti casa per casa

Secondo il piano illustrato da Melania Trump, rappresentanti civili russi e ucraini visiteranno le abitazioni per valutare le necessità di ciascuna famiglia. Chi deciderà di partire riceverà assistenza per il trasferimento verso il luogo indicato, che potrà trovarsi in Russia oppure in Ucraina.

La moglie del presidente statunitense ha inoltre annunciato il coinvolgimento di un’organizzazione mediatica americana indipendente, incaricata di seguire le squadre sul terreno e contribuire a verificare che le preferenze degli abitanti vengano rispettate. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha precisato che l’evacuazione potrebbe richiedere almeno diversi giorni.

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«Senza il mio intervento, sarebbe stato impossibile portare aiuti umanitari in città e far uscire gli anziani», ha affermato Melania Trump nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca. La stessa dichiarazione riferisce che l’iniziativa comprende anche lo sminamento delle aree interessate.


La mediazione della Casa Bianca

La Casa Bianca ha ricondotto l’accordo al lavoro avviato da Melania Trump con Russia, Ucraina e le parti coinvolte negli aspetti tecnici: procedure, calendario, modalità operative e condizioni dell’intervento. Il suo ruolo è stato descritto come quello di intermediaria esclusiva nell’intesa.

Le esigenze urgenti di Oleshky, secondo la ricostruzione americana, erano state sottoposte alla sua attenzione durante colloqui riservati a margine di un evento da lei presieduto in occasione di una sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per attivare i contatti sarebbero stati utilizzati i canali già aperti durante sei precedenti ricongiungimenti, che avevano permesso di riunire 34 bambini alle loro famiglie.

Anche Mosca ha riconosciuto il contributo della first lady statunitense. Peskov ha parlato di uno sforzo rilevante per coordinare l’intervento, mentre Lubinets ha ringraziato Melania Trump e il suo gruppo di lavoro per aver favorito il dialogo tra le due parti.


Il precedente appello del Papa

Nei giorni precedenti, Papa Leone XVI aveva chiesto una pausa umanitaria dedicata a Oleshky. Il pontefice aveva inoltre avuto colloqui telefonici con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, tre giorni dopo il 19 ottobre, per sollecitare misure a protezione della popolazione civile.

L’intesa annunciata per il 27 ottobre dovrà ora tradursi in accesso effettivo alla città, consegna degli aiuti e trasferimento degli abitanti che intendono partire. La gestione dello sminamento e il coordinamento tra le squadre russe e ucraine saranno tra gli aspetti più delicati dell’intervento.

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