Imprese, dati e cloud al centro dell’autonomia tecnologica
Dati, software e infrastrutture cloud diventano nodi decisivi tra costi, rischi e dipendenze dai fornitori.
Le imprese devono ridurre le dipendenze tecnologiche più rischiose, partendo dal controllo dei dati e dei servizi digitali.
GioiaPura
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Le regole europee per il cloud
L’Unione Europea ha avviato un intervento su più fronti per rafforzare il settore europeo del cloud e orientare una parte degli appalti pubblici verso fornitori dell’Unione. Secondo Innocenzo Genna, esperto di regolamentazione digitale europea, la risposta è arrivata in ritardo: quando il tema della sovranità del cloud ha iniziato a imporsi, i grandi operatori statunitensi detenevano già tra l’80% e l’85% del mercato europeo.
Le istituzioni di Bruxelles puntano ora a rendere le aziende meno vincolate alle tecnologie adottate, garantendo il trasferimento dei dati, l’interoperabilità dei servizi e la possibilità di cambiare fornitore. Il Data Act è già stato approvato, mentre il Cada è ancora in preparazione e dovrebbe intervenire anche sulle modalità con cui vengono assegnati i contratti pubblici nel settore. Il Cyber Security Act, invece, dedica attenzione alle filiere dell’hardware.
Il cloud tra costi e rischi
Durante il confronto sulla sovranità digitale, Andrea Campora, responsabile della divisione Cyber & Security Solutions di Leonardo, ha citato il modello del Polo Strategico Nazionale per la pubblica amministrazione. L’impostazione combina infrastrutture cloud private e grandi operatori americani, distinguendo le informazioni in tre livelli: ordinarie, strategiche e critiche.
La protezione dei dati più delicati viene affidata alla cifratura, senza escludere a priori l’utilizzo dei grandi fornitori internazionali. Campora ha definito questo approccio una sovranità sostenibile, basata su «un bilanciamento tra costi, rischi e valore».
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Il controllo parte dai dati
Per Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, la gestione delle informazioni aziendali è il primo terreno su cui esercitare la sovranità digitale. L’obiettivo, ha spiegato durante la tavola rotonda dedicata al tema, è mantenere il governo dell’intera catena del valore del dato, senza puntare a un’impossibile autarchia tecnologica.
La questione riguarda anche le applicazioni che utilizzano dati delle imprese o della pubblica amministrazione. Cristiano Cannarsa, amministratore delegato di Sogei, ha ricordato che la società ha sviluppato internamente i sistemi per la fatturazione elettronica, la dichiarazione dei redditi precompilata, il bilancio dello Stato e il processo tributario telematico. Conoscere il funzionamento di questi strumenti consente di conservarne il controllo.
Competenze e cambio dei fornitori
Giuseppe Di Franco, amministratore delegato di Lutech, ha indicato nelle competenze interne e nella preparazione dei partner le condizioni necessarie per poter passare da un fornitore a un altro. La conoscenza dei propri processi permette così di tutelare dati, funzioni operative e valore economico dell’attività.
Secondo Di Franco, anche il fattore tempo incide sulla capacità di mantenere autonomia: rinviare le decisioni può costringere le aziende a intervenire più avanti in condizioni di emergenza e con costi maggiori. Per questo, a suo giudizio, molte scelte avrebbero già dovuto essere prese.
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