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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Azione fuori dai due schieramenti, Calenda punta al centro

Il leader esclude centrodestra e Campo largo e prepara una lista europeista, liberale e riformista

Carlo Calenda annuncia che Azione si presenterà da sola alle prossime elezioni. Il partito non entrerà né nel centrodestra né nel Campo largo e punta a diventare decisivo nella formazione del prossimo governo.

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Il progetto centrista

L’obiettivo indicato dal leader di Azione è riunire in un’unica lista le forze popolari, europeiste, centriste e riformiste liberal-democratiche. Secondo Calenda, la presenza di quattro poli potrebbe impedire a tutti gli schieramenti di superare il 42% dei voti.

In questa situazione, il centro avrebbe un peso determinante nelle trattative successive al voto. «C’è bisogno di una lista di centro che dopo le elezioni diventi decisiva per la realizzazione del nuovo governo», ha detto Calenda in un’intervista al Corriere della Sera.


Le critiche al Campo largo

Calenda considera Giuseppe Conte il principale riferimento dell’alleanza progressista, perché a suo giudizio sarebbe l’unico leader ad avere un programma definito. Il presidente del Movimento 5 Stelle, però, sostiene posizioni che il leader di Azione giudica inaccettabili su reddito di cittadinanza, politica energetica e sostegno all’Ucraina.

Nel giudizio di Calenda, il Campo largo andrebbe incontro a una pesante sconfitta elettorale. L’attuale confronto tra i due schieramenti principali viene definito «un bipolarismo immorale», espressione usata per contestare la contrapposizione politica oggi prevalente.


Renzi e il governo Meloni

Nell’intervista trova spazio anche Matteo Renzi. Calenda sostiene che l’ex presidente del Consiglio sarebbe stato lasciato ai margini dell’alleanza progressista, escluso dai vertici e dalle conversazioni tra i suoi esponenti. Per questo si chiede come possa non sentirsi umiliato.

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Il leader di Azione riserva critiche anche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Tra i problemi citati ci sono l’aumento del costo della vita, una legge di bilancio considerata la più debole degli ultimi anni e le difficoltà legate alla sicurezza.

Calenda non esclude inoltre che la presidente del Consiglio possa scegliere di convocare elezioni anticipate.


La richiesta sugli aiuti a Kiev

Sul sostegno all’Ucraina, il leader di Azione chiede al governo di approvare entro un mese il nuovo pacchetto di aiuti destinato a Kiev. La richiesta è accompagnata da un avvertimento rivolto alla maggioranza.

«Se non lo farà, l’agenda del governo la detterà Salvini», ha dichiarato Calenda, indicando nel vicepremier e leader della Lega il possibile beneficiario di un eventuale rinvio.

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