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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Immigrazione, la Lega diserta il voto sui ricongiungimenti

La norma amplia ai lavoratori qualificati la possibilità di far arrivare i familiari senza due anni di soggiorno

La Lega non ha partecipato al voto sull’emendamento di Fratelli d’Italia che amplia i ricongiungimenti familiari per alcune categorie di lavoratori stranieri. La proposta è stata comunque approvata in Commissione Giustizia alla Camera con i voti degli altri gruppi di maggioranza.

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Le altre modifiche al decreto

Tra le proposte esaminate, quella firmata da Enrico Costa prevede che i magistrati appena nominati svolgano una parte del tirocinio negli istituti penitenziari. L’emendamento, dopo una riformulazione, ha superato l’esame della Commissione.

È stata invece giudicata inammissibile la richiesta dello stesso Costa, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, per attribuire al ministro della Giustizia maggiori strumenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Esclusa anche la proposta di Fratelli d’Italia per istituire un Comitato tecnico incaricato di controllare la spesa per le intercettazioni.


Le proposte rinviate alla prossima settimana

Non è stata votata neppure la misura della Lega sull’impiego sperimentale della pistola a impulsi elettrici da parte degli agenti della Polizia penitenziaria. Il testo è stato accantonato insieme ad altri tre emendamenti del Carroccio sui ricongiungimenti familiari.

Le proposte, presentate da Igor Iezzi, Jacopo Morrone e Massimiliano Panizzut, avevano ricevuto un parere contrario dal governo. I deputati leghisti hanno però manifestato l’intenzione di sostenerle ugualmente: l’esame è stato quindi rinviato alla prossima settimana.

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Il nodo sui familiari dei lavoratori

L’emendamento approvato, sottoscritto da Sara Kelany e Carolina Varchi, inserisce tra i beneficiari dirigenti, professori universitari, ricercatori e altri dipendenti altamente specializzati. Per queste categorie sarà possibile chiedere l’ingresso in Italia dei parenti stretti senza attendere due anni di permanenza.

La regola era già prevista per chi dispone della protezione internazionale. La Lega aveva depositato tre testi di segno opposto, con l’obiettivo di rendere più rigide le condizioni per ottenere il ricongiungimento.


Lo scontro nella maggioranza

Durante la seduta, Ingrid Bisa ha comunicato che i deputati leghisti non avrebbero preso parte alla votazione sull’emendamento sostenuto da Fratelli d’Italia. L’assenza avrebbe potuto impedire l’approvazione, ma la proposta ha raccolto comunque i consensi necessari.

Il confronto riguarda l’ultimo decreto-legge dedicato a giustizia e immigrazione, approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di settembre. Oltre alle norme sui familiari dei lavoratori qualificati, il provvedimento contiene le disposizioni ora sottoposte all’esame della Camera.

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