7.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura22 ore fa

Il volto dei Cafonal si spegne: addio a Umberto Pizzi

Dal lavoro nei territori di guerra alla notorietà mondana, il percorso del fotografo scomparso il 29 settembre ripercorre decenni di storia dell’immagine.

La fotografia italiana perde uno dei suoi osservatori più riconoscibili. Umberto Pizzi, noto soprattutto per gli scatti legati ai Cafonal, è morto il 29 settembre: aveva 87 anni ed era nato a Zagarolo nel 1937.


Una carriera iniziata sui fronti di guerra

Prima di diventare una presenza abituale nelle cronache mondane, Pizzi aveva lavorato come fotoreporter per la FAO. La sua attività lo aveva portato nei territori segnati dai conflitti di Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania.

Negli Anni Settanta il suo nome si era imposto nel mondo del paparazzismo. Nel corso della carriera aveva inoltre firmato servizi per testate internazionali come Time, People Magazine e Sunday Express Magazine, costruendo un percorso professionale tra reportage e fotografia d’attualità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Dagospia e la stagione dei Cafonal

La notorietà presso il grande pubblico è arrivata anche grazie alla collaborazione con Dagospia, per cui Pizzi ha documentato feste, ricevimenti e ambienti dell’élite politica e culturale. I suoi scatti hanno dato un volto alla stagione dei Cafonal, diventata una delle firme più riconoscibili del suo lavoro.

A quella esperienza sono seguiti i libri Cafonal e Ultracafonal, dedicati allo stesso universo di personaggi e occasioni pubbliche. Negli ultimi dieci anni Pizzi aveva collaborato con il Fatto Quotidiano, proseguendo un’attività che aveva attraversato generi, Paesi e periodi molto diversi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere