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Attualità 3 min di lettura1 ott

Il segno delle tre dita di Vannacci: cosa racconta davvero quella foto

L’immagine con Furgiuele e Gasperini riapre il dibattito sui simboli della destra radicale e sui rapporti di Futuro nazionale con l’estrema destra italiana.

La fotografia di Roberto Vannacci con le tre dita alzate arriva mentre Futuro nazionale cerca un dialogo con diversi ambienti della destra radicale italiana. Nei mesi scorsi ci sono stati contatti con esponenti del Veneto Fronte Skinheads e di Fiamma Tricolore; il 26 settembre, inoltre, Gianni Alemanno ha preso parte alla Festa del Sole organizzata da Lealtà Azione.


Una rete sempre più visibile

In questo quadro si inserisce lo scatto che ritrae il generale insieme a Domenico Furgiuele e Lorenzo Gasperini. L’immagine sembra così aggiungere un nuovo elemento alla strategia di avvicinamento ai gruppi dell’estrema destra, già emersa in diverse occasioni pubbliche.

Il riferimento politico più ricorrente è il trinomio “Dio, patria e famiglia”. La formula è stata talvolta collegata a Giuseppe Mazzini, ma la sua consacrazione come slogan politico e strumento propagandistico risale soprattutto al fascismo. In seguito, quelle tre parole sono state riprese da formazioni neofasciste e nazionaliste italiane: nel 2019, per esempio, militanti di Forza Nuova le portarono in corteo a Verona, mentre nel 2022 Ettore Sanzanni, esponente della Rete dei Patrioti, le indicò come i tre fondamenti del movimento.


Il simbolo spiegato da Furgiuele

A fine agosto, durante la campagna elettorale, Furgiuele era già stato fotografato con la stessa posizione della mano accanto a Domenico Giannetta. Interpellato dalle telecamere, aveva sintetizzato così il significato del gesto: «Tre come Dio, patria e famiglia».

Questa lettura convive però con una storia più ampia e controversa del segno. Il collegamento tra le dita sollevate e il motto non chiarisce, da solo, quale fosse l’intenzione di Vannacci, Furgiuele e Gasperini; resta tuttavia il fatto che la simbologia è stata utilizzata in ambienti nazionalisti ed estremisti di diversi Paesi europei.


La foto nata dopo il voto

Nello scatto, realizzato in un ristorante probabilmente nella serata dei risultati delle elezioni suppletive di Reggio Calabria, Vannacci compare alla sinistra dell’immagine. Al centro c’è Furgiuele, coordinatore regionale calabrese di Futuro nazionale, mentre Gasperini, ideologo del partito, occupa il lato destro.

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Il candidato della formazione, Domenico Giannetta, non compare nella fotografia, ma il suo risultato viene richiamato nel messaggio pubblicato da Gasperini sui social: «Tre per tre fa nove, più Giannetta dieci. Alla prima tornata elettorale Futuro nazionale rasenta la soglia dell’11%. Niente male per un partito nato da qualche mese. I giornalai del sistema sminuiscono? Vorrà dire che non ci vedranno arrivare».


Dalla Trinità al nazismo

Il risultato va letto anche alla luce della partecipazione ridotta, ferma al 22%, e del peso storico di Forza Italia nel territorio interessato dal collegio uninominale. FnV ha comunque sfiorato l’11% dei consensi. Nel calcolo evocato da Gasperini, l’aggiunta di Giannetta porta al numero dieci, richiamo alla Decima Mas spesso utilizzato dal leader del partito.

Molto prima degli usi politici contemporanei, le tre dita erano associate alla Santissima Trinità. Nel XIX secolo il gesto si diffuse tra i serbi come saluto nazionale, entrando anche nella simbologia dei cetnici e, più recentemente, dell’estrema destra serba. In Italia è rimasto impresso soprattutto per gli incidenti di Italia-Serbia disputata a Marassi nel 2010, quando Ivan Bogdanov, riconoscibile per il passamontagna, guidò la protesta degli ultras di Belgrado: in quell’occasione furono mostrati sia il braccio teso sia le tre dita, legate all’idea di Dio, patria e zar.


Un segno usato in tutta Europa

Il gesto compare anche nella storia del nazionalsocialismo. Nel 1934 Adolf Hitler introdusse il giuramento al Führer per militari e funzionari: durante la cerimonia venivano sollevati pollice, indice e medio, secondo una pratica chiamata mano del giuramento. Il rito accompagnava la promessa di fedeltà al regime, anche se la stessa posizione della mano continua a essere utilizzata in contesti civili e militari dell’Europa centrale e settentrionale senza significati politici.

Varianti del segno sono state adottate pure dall’Action française, formazione estremista e nazionalista francese oggi collocata alla destra del Rassemblement national. In Germania e Austria, gruppi neonazisti hanno invece fatto ricorso al saluto associato a Michael Kühnen. Nel 2007 una fotografia di Heinz-Christian Strache, allora leader del Partito della Libertà e poi vicecancelliere nel primo governo Kurz, provocò una polemica: Strache sostenne di avere ordinato tre birre, ma un tribunale autorizzò il quotidiano Österreich a descrivere l’immagine come un gesto di matrice neonazista.

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