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Attualità 2 min di lettura50 min fa

Il nuovo rischio per Israele: Hamas valuta un attacco su più fronti

Le autorità israeliane temono una ripresa delle ostilità mentre Hamas potrebbe sfruttare la fase elettorale per colpire obiettivi militari e civili.

Le prossime scadenze elettorali potrebbero condizionare la risposta israeliana. Secondo valutazioni riferite da funzionari israeliani, Hamas ritiene che la capacità di condurre operazioni militari su larga scala possa essere limitata dalle elezioni israeliane del 27 ottobre e da quelle statunitensi di metà mandato del 3 novembre.

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Hamas prepara la ripresa dei combattimenti

Le stesse valutazioni, presentate di recente al gabinetto di sicurezza, indicano un rafforzamento dell'organizzazione nella Striscia di Gaza. Hamas avrebbe incrementato le scorte di armi, reclutato o riunito nuovo personale e spostato materiale militare all'interno di zone abitate.

Israele ritiene comunque improbabile che il gruppo disponga oggi delle risorse necessarie per replicare l'operazione del 7 ottobre 2023. Resterebbero però possibili azioni contro installazioni militari, sequestri di soldati e tentativi di penetrazione nelle comunità israeliane.


Un avvertimento esteso oltre Gaza

Il messaggio attribuito ai vertici di Hamas prospetta uno scenario più ampio: non soltanto il territorio israeliano, ma anche la Cisgiordania e obiettivi situati fuori dalla regione potrebbero essere coinvolti. L'organizzazione avrebbe inoltre lasciato intendere di poter tentare un'azione paragonabile a quella del 7 ottobre 2023.

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Per i funzionari israeliani si tratta di una minaccia considerata eccezionale, sia per la chiarezza con cui è stata formulata sia per la rapidità con cui è stata trasmessa. Le autorità politiche e gli apparati di sicurezza di Israele sono stati messi al corrente del contenuto.


Il passaggio attraverso le Nazioni Unite

L'avvertimento sarebbe stato comunicato la scorsa settimana nella Striscia di Gaza da esponenti di alto livello di Hamas a Ramiz Alakbarov, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite. Il funzionario avrebbe poi riferito il contenuto a Yoram Halevy, generale incaricato del coordinamento israeliano delle attività governative nei territori, noto con l'acronimo Cogat.

Il tramite diplomatico e umanitario ha consentito al messaggio di arrivare direttamente ai responsabili israeliani. Pur ritenendo ridimensionata la capacità di Hamas rispetto al 2023, gli apparati di sicurezza continuano quindi a considerare concreto il rischio di nuove infiltrazioni o attacchi mirati.

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