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Attualità 2 min di lettura13 ott

Il ministero del Futuro prende forma: la proposta nata a Roma

Bayram ha riunito esperti e pubblico per discutere l’impatto di intelligenza artificiale, quantistica e nuove tecnologie sulle istituzioni e sulla società.

«La risposta più potente è arrivata dal pubblico: una comunità viva e curiosa che è tornata, si è rigenerata, e ora è pronta a moltiplicarsi». Con queste parole Sebastiano Caputo, direttore artistico di Bayram, ha descritto l’esito della seconda edizione della manifestazione, organizzata al Maxxi di Roma.

Il confronto ha coinvolto più di 2.500 persone e ha messo in relazione innovazione, lavoro, informazione e trasformazioni sociali. Il programma ha riunito competenze molto diverse, con l’obiettivo di affrontare cambiamenti ancora difficili da prevedere.

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Tecnologia, informazione e lavoro

Tra gli appuntamenti dedicati alla società che cambia c’è stato il dialogo con Matteo Roversi e Paolo Gervasi di Cosmico, incentrato sulle conseguenze delle trasformazioni tecnologiche nel mondo professionale. Il tema è stato inserito in una riflessione più ampia sul modo in cui l’innovazione modifica abitudini, organizzazione economica e rapporti sociali.

Ampio spazio è stato riservato anche al ruolo dell’informazione. Borja Echevarria, caporedattore di El País, Marta Peirano, esperta di tecnopolitica, e Ramon Gonzalez Ferriz, giornalista di El Confidencial, hanno discusso degli strumenti necessari per interpretare mutamenti tanto rapidi e complessi.


Dalla quantistica al potere pubblico

Uno dei confronti più seguiti ha riunito Massimo Camparini, alla guida della Divisione Spazio di Leonardo, e Massimo Chiriatti, responsabile tecnologia e innovazione di Lenovo Italia e docente alla Luiss. Al centro del loro intervento sono finite le prospettive dell’industria spaziale e gli sviluppi dell’intelligenza artificiale.

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La manifestazione ha spaziato anche tra geopolitica, astronomia e spiritualità. La seconda edizione, intitolata “Il salto quantico”, ha proposto 18 tavole rotonde con 60 ospiti, cercando un punto di contatto tra discipline scientifiche, analisi politica e interpretazione culturale.


L’idea del ministero del Futuro

Marco Minniti, ex ministro e presidente della Fondazione Med-Or, ha rilanciato la proposta di creare un ministero del Futuro all’interno del prossimo governo italiano. L’ipotesi nasce dalla necessità di coordinare la risposta pubblica a fenomeni destinati a incidere contemporaneamente su economia, tecnologia, politica e cultura.

Secondo il progetto presentato a Bayram, la nuova struttura dovrebbe affiancare dati e previsioni scientifiche all’analisi dei “segnali deboli”, degli immaginari condivisi, delle paure e delle aspirazioni collettive. Scienziati, economisti e giuristi lavorerebbero insieme a scrittori, filosofi e artisti; Sebastiano Caputo e la School of Vision, guidata da Marco Bassan, guardano già al passaggio successivo: definire l’organigramma del futuro ministero.

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