Il futuro è già qui: nove storie tra intelligenza artificiale e umanità
La seconda stagione del podcast ideato da Mundys e condotto da Riccardo Luna esplora tecnologia, lavoro, scuola, salute mentale e trasformazioni sociali.
I nove nuovi episodi durano circa 30-50 minuti e sono già disponibili sulle principali piattaforme di ascolto, tra cui Spotify, Apple Podcast e YouTube. La serie si può seguire anche attraverso la pagina web del Corriere della Sera, il sito flymetothemoon.mundys.com e i canali social del Gruppo.
La seconda stagione di «Fly Me to the Moon – Futuri in arrivo» riunisce voci provenienti dalla ricerca, dall’impresa e dalla cultura per raccontare cambiamenti che non appartengono più soltanto agli specialisti. A condurre il progetto, ideato e promosso da Mundys e prodotto da MoST, è ancora il giornalista Riccardo Luna.
Nove episodi per capire il cambiamento
Le puntate sono state realizzate nell’Innovation Hub dell’aeroporto di Roma Fiumicino, indicato come il primo acceleratore europeo per startup collocato all’interno di uno scalo. Il programma mette al centro non soltanto gli strumenti tecnologici, ma anche le persone che li sviluppano, li studiano o li impiegano per rispondere a problemi attuali.
Tra gli argomenti affrontati compaiono intelligenza artificiale, robotica umanoide, sicurezza informatica, salute mentale, sovranità tecnologica e trasformazioni del lavoro e della scuola. Il filo conduttore è il rapporto tra innovazione e vita quotidiana, con l’obiettivo di rendere accessibili questioni spesso affrontate in termini esclusivamente tecnici.
Le voci dietro le nuove tecnologie
Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, analizza il legame tra psicoterapia, nuove generazioni e intelligenza artificiale. Daniele Pucci, ricercatore e imprenditore, racconta invece il passaggio dei robot umanoidi dai laboratori al settore industriale e si sofferma sulla posizione dell’Europa in questa competizione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, propone una riflessione sul mondo del 2100, tra medicina, macchine intelligenti e cambiamenti professionali. Sul versante della protezione digitale e dell’autonomia tecnologica interviene l’imprenditore Gianni Cuozzo, mentre Andrea Pezzi esamina l’incontro tra tecnologia, attività d’impresa e cultura umanistica.
Dall’educazione alla post-realtà
Enrica Porcari, prima responsabile dei sistemi informativi del CERN, si concentra sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, sulla circolazione del sapere e sul contributo delle discipline umanistiche ai processi innovativi. Francesca Cavallo, autrice di «Storie della buonanotte per bambine ribelli», affronta invece l’educazione dei maschi e la formazione dell’identità in un ambiente segnato da social e algoritmi.
Andrea Colamedici parte da un esperimento editoriale sviluppato con l’intelligenza artificiale per interrogarsi sul passaggio dalla post-verità alla post-realtà. Secondo Riccardo Luna, «il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva: è qualcosa che possiamo scegliere e contribuire a costruire», una prospettiva che riassume il senso del nuovo ciclo di conversazioni.
L’intento della serie è quindi creare un confronto tra scienza, tecnologia, aziende e cultura, usando esperienze personali e punti di vista differenti per parlare delle decisioni che accompagneranno il futuro. Non soltanto delle invenzioni in arrivo, ma anche del modo in cui queste potranno modificare la società e le scelte individuali.
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