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Attualità 3 min di lettura2 ott

Il dolore arriva dopo»: Ariete racconta l’album che cerca casa

Dodici canzoni, incontri artistici e ricordi personali compongono il nuovo lavoro della cantautrice romana, in arrivo dopo tre anni e seguito da un tour nei club.

Il lutto, la nostalgia per l’adolescenza e il bisogno di parlare senza nascondersi sono alcuni dei fili che attraversano il nuovo album di Ariete. In “Tutti Tornano A Casa”, la cantautrice romana raccoglie esperienze intime e trasformazioni degli ultimi anni, usando l’idea della casa come un luogo concreto ma anche come una dimensione emotiva da costruire nel tempo.

Ariete collega il disco soprattutto alla necessità di trovare uno spazio in cui sentirsi protetti. «Casa è tutto ed è niente», ha spiegato, invitando ciascun ascoltatore a interpretare il concetto secondo la propria esperienza: a volte può rappresentare un rifugio, altre può diventare così stretta da spingere a cercare altrove la propria sicurezza.


Il dolore entra nelle canzoni

Tra i brani più personali c’è “Tachicardia”, nato mentre Ariete si preparava ad andare al funerale di un amico. La canzone descrive le reazioni fisiche del lutto e quella sofferenza che può presentarsi anche molto tempo dopo l’evento. «Tante volte ho fatto finta di niente e il dolore mi è arrivato come un razzo», ha raccontato parlando del proprio modo, non sempre lineare, di affrontare la perdita.

La musicista non indica una regola valida per tutti. Qualche volta scrive, in altre occasioni si chiude in casa o lascia spazio al pianto; per lei, il dolore resta un’esperienza troppo delicata per essere giudicata dall’esterno. Nel caso di “Tachicardia”, mettere subito le mani sul pianoforte le ha permesso di trasformare quella giornata difficile in musica.


Parlare prima che sia tardi

Il tema delle relazioni emerge in “Capricci” e “Rivoluzione”, due tracce legate all’innamoramento. Secondo Ariete, il rischio più grande in una storia è lasciare che le cose non dette prendano il posto del confronto: «In amore non bisogna mentire, mai. Bisogna comunicare, dirsi anche le cose difficili».

La cantautrice considera il dialogo una base essenziale non soltanto nei rapporti sentimentali, ma anche nelle relazioni quotidiane e nel lavoro. Guardando ai suoi coetanei, osserva che la generazione attuale prova molto ma non sempre riesce a dare forma alle emozioni; tra una persona e l’altra, sostiene, non è sempre facile trovare lo spazio necessario per esprimersi.

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Anche “Seduta n.65” affronta un argomento che riguarda molti giovani: la salute mentale. Ariete ritiene che oggi se ne parli con maggiore libertà, soprattutto tra i ragazzi, mentre resta più complesso il dialogo con genitori e nonni cresciuti in periodi meno aperti su questi temi. La terapia, aggiunge, viene ormai riconosciuta da molti giovani come uno strumento utile per affidarsi a una figura neutrale.


Dodici tracce tra ricordi e incontri

Il progetto è stato anticipato da “Che Bella Vita”, realizzato con Angelina Mango, e comprende dodici canzoni. Tra gli ospiti figurano Fulminacci, presente in “Mano Nella Mano”, Tredici Pietro, coinvolto in “Casa Mia / Casa Tua”, e prima stanza a destra, che partecipa a “Quando La Luna Si Accende”. Ariete li descrive rispettivamente come “buona”, “sciallone”, “buono” e “sorprendente”, assegnando a ciascuno un tratto distintivo.

“Casa Mia / Casa Tua” guarda invece agli anni compresi tra i 16 e i 18 anni: le serate a Roma, i viaggi sui mezzi notturni, le nuove conoscenze e una quotidianità più spensierata. La ragazza ricordata nel brano appartiene a quella fase della vita, ma la canzone non nasce da un sentimento ancora presente: Ariete la considera una figura rappresentativa di un periodo che conserva con affetto.

Dopo l’uscita dell’album, il calendario prevede il Club Tour 2026, con sette appuntamenti autunnali dal 7 novembre. Il debutto sarà all’Atlantico di Roma, mentre la conclusione è fissata per l’11 dicembre al Palatour di Bitritto, in provincia di Bari. Prima degli spettacoli sono previsti anche tre firmacopie: a Roma il 2 ottobre, a Milano il 3 e a Napoli il 4.

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