8.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura12 ore fa

Il cellulare scomparso apre un nuovo fronte sul caso Trabattoni

La Procura di Lodi verifica l’ipotesi di una prova nata sui social, mentre la madre del quindicenne contesta le ricostruzioni circolate dopo la tragedia.

Un telefono trovato a circa 30 metri dal corpo potrebbe diventare uno degli elementi centrali per chiarire gli ultimi momenti di Jacopo Rosso Trabattoni. Il dispositivo, però, non apparteneva al ragazzo: il suo cellulare non è stato recuperato e il numero risulta disattivato.


Il telefono apre nuovi interrogativi

Il quindicenne è morto venerdì sera a Lodi, dopo essere arrivato in cima a un traliccio Terna nei terreni vicino alla cascina Bottedo. La struttura superava i 20 metri e il corpo è stato rinvenuto sotto il punto dell’arrampicata.

Gli investigatori stanno esaminando il dispositivo recuperato e i contenuti digitali collegati alla vicenda. Tra gli elementi acquisiti figura anche una fotografia pubblicata a metà pomeriggio nelle storie Instagram di Jacopo, accessibili soltanto agli amici del suo profilo privato: nell’immagine il ragazzo appare già in una situazione sospesa, con i cavi elettrici visibili e uno scenario naturale differente da quello della tragedia.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’ipotesi della prova social divide

La Procura di Lodi non ha escluso che l’ascesa possa essere legata a una sfida diffusa online. La madre, Gioia Farina, respinge però questa lettura e sostiene che attorno alla morte del figlio siano circolate informazioni non corrette. «Sulla storia di mio figlio, soprattutto sulla questione della sfida social, si è fatto tanto sciacallaggio», ha dichiarato, contestando le ricostruzioni considerate lontane dai fatti.

Farina ha ricordato il rapporto del ragazzo con il parkour e con l’associazione Sportime, dove si allenava seguito da un istruttore con cui aveva instaurato un legame di fiducia. Jacopo Rosso Trabattoni frequentava da poche settimane il liceo artistico Callisto Piazza. La fotografia in quota, ha spiegato la madre, è stata effettivamente esaminata dagli agenti della Questura di Lodi dopo l’accesso al telefono e ai profili social del ragazzo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere