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Attualità 2 min di lettura15 ott

IA, l’Europa rischia la dipendenza: l’appello di Mantovano

L’Italia prepara fino a un miliardo per sostenere le imprese del settore, mentre Bruxelles è chiamata a rafforzare la capacità tecnologica europea.

Stati Uniti e Cina dettano oggi gran parte delle condizioni nel campo dell’intelligenza artificiale. Per Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, l’Europa non può limitarsi a stabilire regole per tecnologie progettate altrove: deve sviluppare strumenti propri e conquistare maggiore autonomia.

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Il rischio di una dipendenza strutturale

Intervenendo al Forum sull’innovazione digitale 2026, Mantovano ha avvertito che il continente rischia di diventare un semplice utilizzatore di sistemi creati negli Stati Uniti, in Cina o nei grandi laboratori privati. In questo scenario, anche gli standard di sicurezza e le modalità di accesso agli strumenti di IA verrebbero fissati fuori dall’Unione europea.

Secondo il sottosegretario, la questione riguarda direttamente la difesa. L’Europa, pur contando sull’integrazione comunitaria e sull’Alleanza atlantica, si affida in misura rilevante a tecnologie strategiche sviluppate oltre i propri confini. Il problema non è quindi soltanto disporre di queste soluzioni, ma poter influire sulle decisioni che ne regolano progettazione, distribuzione e impiego.


Mantovano: serve una svolta europea

La risposta indicata da Mantovano passa da un rafforzamento della capacità industriale e tecnologica degli Stati membri. «È necessario un cambio di passo a livello Ue», ha detto, sollecitando Bruxelles a sostenere progetti in grado di competere con quelli americani e cinesi. Il percorso, ha aggiunto, sarà lungo.

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In Italia, una parte della strategia è affidata alla legge 132 del 2025, il primo provvedimento nazionale organico sull’intelligenza artificiale. La norma disciplina l’utilizzo dell’IA negli ambiti più delicati e punta a consolidare l’intera filiera tecnologica.


Un miliardo per le imprese

Alle disposizioni legislative si aggiungono risorse fino a un miliardo di euro destinate alle aziende attive nell’intelligenza artificiale, nella cybersicurezza e nelle tecnologie emergenti. I fondi sono rivolti in particolare alle piccole e medie imprese considerate capaci di svilupparsi rapidamente.

Il quadro degli investimenti comprende anche il supercalcolatore previsto a Bologna, per il quale è stata indicata una spesa superiore a 400 milioni di euro. Sul fronte della protezione digitale, Quacivi dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha invece proposto la creazione di un fondo costruito insieme alle imprese per rafforzare la sicurezza dei cittadini.

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