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Attualità 2 min di lettura2 nov

Hormuz, Teheran propone agli Usa un piano di due giorni

La proposta prevede misure americane il primo giorno e il ripristino dei transiti il successivo

L’Iran ha offerto agli Stati Uniti un’intesa in due giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz, subordinandola all’accettazione delle proprie richieste.

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha discusso telefonicamente della guerra in Medio Oriente con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Irna, senza aggiungere particolari sul colloquio.

Teheran ha inoltre ribadito la disponibilità a trattare con Washington. Il presidente Masoud Pezeshkian ha spiegato che l’Ayatollah Mojtaba Khamenei ha concesso al governo margini operativi specifici per condurre i negoziati, attualmente mediati dal Qatar.

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Il piano presentato agli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha fatto sapere che la proposta è stata trasmessa agli americani attraverso i mediatori qatarioti. Il primo giorno spetterebbe agli Stati Uniti adottare alcune misure; nelle 24 ore successive, secondo il progetto iraniano, il traffico nello Stretto di Hormuz tornerebbe regolare.

La riapertura del passaggio marittimo non sarebbe automatica. Araghchi ha detto che tutto dipenderà dall’atteggiamento di Washington: «Ora tutto dipende da quanto Washington sarà razionale».

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Le richieste di Teheran

Tra le condizioni indicate dall’Iran figurano l’eliminazione delle sanzioni introdotte dopo il memorandum d’intesa del 17 giugno, il ridimensionamento delle forze statunitensi fino ai livelli precedenti alla guerra e la fine del blocco navale deciso dall’amministrazione Trump.

Teheran chiede anche che tornino operative le esenzioni già previste per le sanzioni sul petrolio. In caso di accettazione, ha spiegato Araghchi, i colloqui riprenderebbero; senza un accordo, invece, l’Iran manterrebbe la posizione attuale.


L’avvertimento alle forze americane

Il capo della diplomazia iraniana ha dichiarato che il suo Paese è pronto a collaborare se gli Stati Uniti sceglieranno una trattativa trasparente. Ha però aggiunto: «Se intendono ingannare o condurre operazioni militari, vedranno una risposta più dura e pesante di prima».

Araghchi ha definito chiare le condizioni per la riapertura dello Stretto e ha escluso concessioni da parte iraniana in assenza di un’intesa. I colloqui indiretti in Qatar proseguono mentre resta legato alla risposta americana il ripristino della navigazione.

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