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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Hormuz, sette condizioni per riaprire: il messaggio dell’Iran a Washington

Ghalibaf riferisce di proposte statunitensi consegnate attraverso un mediatore, ma Teheran mantiene il blocco dello stretto fino al rispetto delle sue richieste

Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non accetteranno le sette condizioni fissate dall’Iran. A ribadirlo è Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della squadra negoziale di Teheran.


Teheran non arretra sullo stretto

Ghalibaf ha spiegato che la posizione iraniana non lascia spazio a interpretazioni e che la riapertura di Hormuz è subordinata all’attuazione delle richieste contenute nel Memorandum di Islamabad.

Il presidente del Parlamento ha quindi avvertito Washington: «L’epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita». Secondo Ghalibaf, l’Iran intende ora portare avanti il confronto sulla base di condizioni precise.

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Le proposte americane passano da un mediatore

Le dichiarazioni arrivano dopo che Teheran aveva sottoposto una tabella di marcia articolata in 7 giorni per consentire la riapertura dello stretto. In seguito a quel piano, gli Stati Uniti avrebbero trasmesso alcune proposte attraverso un mediatore.

Ghalibaf non ha indicato ulteriori dettagli sul contenuto delle offerte ricevute. Ha però chiarito che il passaggio diplomatico non modifica la linea iraniana: «Lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni basate sul Memorandum di Islamabad».

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