Hormuz riaperto? La proposta iraniana che mette Trump sotto pressione
Teheran lega la riapertura dello stretto alla fine delle ostilità, al ritiro del blocco navale e alla revoca delle sanzioni statunitensi
La proposta arrivata da Teheran riporta la crisi sul terreno della trattativa: l’Iran si dice pronto a consentire nuovamente il passaggio nello stretto di Hormuz, ma soltanto in cambio di precise concessioni da parte degli Stati Uniti. Donald Trump si trova così a dover valutare se accettare condizioni già avanzate in precedenza oppure respingere l’apertura iraniana.
La riapertura legata a tre richieste
Il ritorno alla normalità nello stretto non viene presentato dalla Repubblica islamica come un gesto unilaterale. Teheran chiede infatti la rimozione del blocco navale, l’eliminazione delle sanzioni americane e la conclusione della guerra.
Si tratta delle stesse condizioni formulate nel mese di giugno. L’offerta iraniana ripropone quindi un’impostazione già nota, collegando la libertà di transito nell’area all’interruzione delle misure di pressione e delle operazioni militari.
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Trump davanti a una scelta delicata
Per il presidente degli Stati Uniti, la decisione non riguarda soltanto l’eventuale riapertura dello stretto. Un’accettazione implicherebbe la valutazione delle richieste di Teheran; un rifiuto, invece, potrebbe spingere la crisi verso una fase caratterizzata da sviluppi difficili da prevedere.
Il nodo resta dunque il rapporto tra la proposta iraniana e la risposta americana. Da una parte c’è la possibilità di riaprire Hormuz attraverso un accordo condizionato; dall’altra, il rischio di entrare in un periodo di forte incertezza qualora Washington scelga di non accogliere l’offerta.
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